Lanciano

Lanciano, pali della luce vecchi e pericolosi: piano del Comune per sostituirli

16 Febbraio 2026

L’assessore Paolucci punta a rivedere la convenzione con la ditta che gestisce l’illuminazione pubblica: «Vogliamo ampliarla in altre zone e nelle contrade. Abbiamo ereditato una situazione complicata»

LANCIANO. Rivedere la convenzione con la ditta che gestisce la pubblica illuminazione in città e arrivare, a fronte di una piccola proroga al contratto di gestione - attivato nel 2017, dal valore di 5 milioni di euro e che attualmente scade nel 2032 - a efficientamenti e manutenzione straordinari dei corpi illuminanti in centro, ampliamento della pubblica illuminazione nelle zone buie e in alcune contrade e sostituzione dei vecchi pali. È l’obiettivo dell’assessora alla Transizione ecologica, Tonia Paolucci per migliorare l’erogazione della luce artificiale in città, uno dei problemi più lamentati dai cittadini.

«Abbiamo ereditato una situazione molto problematica con il cambio dei corpi illuminanti previsto dall'amministrazione Pupillo», sottolinea Paolucci, «in pratica abbiamo delle Ferrari montate su delle Cinquecento visto che il vero problema è costituito dai pali vecchi e corrosi e dalla rete che ha quadri elettrici fatiscenti e continue perdite di carica. Basta un giorno di pioggia o di forte umidità che la città resta al buio». «Vogliamo incontrare la ditta (ex Ceie power, oggi Lumagest del gruppo City Green Light, ndc)», prosegue l’assessora, «e pianificare un piano di azione. A fronte di un prolungamento di qualche anno della convenzione, vorremmo riuscire ad avere la messa a norma della pubblica illuminazione con la sistemazione dei cavi e della rete, partendo subito dal centro città che è la zona “rossa” per eccellenza e poi ampliamenti in centro, in alcune zone dove non ci sono proprio luci, oppure ci sono vecchi lampioni messi dall’Enel che oggi non funzionano più, assieme a zone più periferiche».

L’amministrazione ha già effettuato annualmente diversi investimenti in proprio per sostituire i pali corrosi e piccoli ampliamenti, come ad esempio in contrada Nasuti, quartiere Santa Rita e più in grande a Sant’Amato. Ma il dialogo con la compagnia di gestione potrà servire anche a una compartecipazione alle spese tramite l'apertura di un mutuo da parte del Comune.

«Nella convenzione con la precedente amministrazione», rimarca l'assessora Paolucci, «non è stata prevista nemmeno la manutenzione dei pali e sta inoltre emergendo un altro problema, ovvero che la tecnologia a led dei corpi illuminanti impone che le luci a led dopo dieci anni vadano sostituite. Facendo un rapido calcolo, significherebbe che già facendo il 30% delle sostituzioni dell’attuale corpo illuminante si va incontro ad una spesa di circa 700mila euro». Negli scorsi anni l’amministrazione Paolini aveva calcolato, grazie al report di un collaudatore incaricato dal Comune, che sarebbero stati necessari almeno 2 milioni di euro per la sostituzione dei cavi interrati. Nel 2017, con la firma del contratto di gestione della pubblica illuminazione con l'allora Ceie Power per 15 anni, venne programmata la sostituzione di ben 5.954 apparecchi di illuminazione a led, riqualificazione di tutti i semafori, sistema di tele-gestione per tutti gli impianti (tuttavia rivelatosi impossibile da gestire con i vecchi cavi che rendono impraticabile il telecontrollo a distanza), e illuminazione artistica dei più importanti monumenti e siti architettonici di Lanciano.