Pescara, Gorgone rilancia la sfida: «Per la salvezza ci siamo»

L’allenatore in sala stampa: «Non possiamo esaltarci ma dobbiamo crederci tutti». Il presidente Sebastiani: «Bella risposta ai critici che non amano questa squadra»
PESCARA. Il Pescara come l’Araba Fenice risorge dalle proprie ceneri. E lo fa al termine di una prova giudiziosa nella sfida senza appello tra due squadre in piena crisi, Avellino e Pescara, che sono entrate in campo con le panchine più scricchiolanti della categoria. Significativa, però, la corsa dei giocatori biancazzurri che, al fischio finale, si sono diretti verso il proprio allenatore, Giorgio Gorgone, stringendolo in un abbraccio che assume un valore che va oltre i freddi numeri. Dalla notte drammatica dopo la sconfitta interna con il Catanzaro, alla reazione dello stadio Partenio-Lombardi, in una giornata favorevole al Pescara anche grazie ai risultati giunti dagli altri campi: «Vanno bene i tre punti, ma siamo ancora in fondo alla classifica. Ho chiaro in mente il calendario e a marzo si concluderà il ciclo terribile che ci ha fatto incrociare, nella prima parte del girone di ritorno, sette tra le prime otto in classifica. A quel punto troveremo formazioni più vicine alla nostra classifica». Ancora una volta è mancata la precisione davanti alla porta: «Abbiamo disputato un ottimo primo tempo ma dobbiamo migliorare la nostra mira e la qualità delle giocate. Anche oggi siamo riusciti a costruire 17/18 occasioni, quasi come una squadra di alta classifica». Un po’ di qualità si è vista: «Si sono visti intensità, sacrificio e qualità. Sarebbe stato davvero un peccato andare via da Avellino con un punto. Sono contento per i giocatori e per i tifosi che quest’anno hanno avuto poche soddisfazioni». Ha influito anche il cambio di modulo? «Io sono abituato a giocare con quattro difensori ma questa squadra, quando sono arrivato, non era predisposta per questo tipo di difesa. Potevo farlo prima? Probabilmente si. Ma credo che il cambiamento di oggi (ieri, ndc) non sia dipeso solo dal modulo. Stasera (ieri sera, ndc) questa squadra ha raccolto quello che in altre partite non aveva raccolto. Finalmente posso dirlo». Stavolta, il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ha potuto parlare di calcio e commentare la prima vittoria in trasferta: «Abbiamo giocato una grande partita su un campo difficile, gestendola per tutto il tempo e se c’è un rammarico è quello di non aver sfruttato le palle gol che ci sono capitate nella prima frazione di gioco». Una risposta sul campo? «Una risposta a quella gente che pensa che i giocatori del Pescara siano scarsi e non ci mettano il cuore. E nello stesso tempo un’altra bella risposta a chi malignava sul fatto che avessimo preso giocatori non pronti. Adesso ci sono tutti, e vedere una partita come quella di stasera (ieri sera, ndc) ci da fiducia per le prossime tre gare contro Venezia, Palermo e Frosinone, sulla carta proibitive. Ma ce la giocheremo e non molleremo mai».

