Francavilla al Mare verso il Carnevale con 40 volontari al lavoro

11 Gennaio 2026

Torna Re Patanello. Prima sfilata l’8 febbraio, poi il 15 e quella finale martedì 17. Cinque i carri in allestimento e tre grandi temi. De Francesco: «Stupiremo tutti»

FRANCAVILLA AL MARE. Cinque carri, mesi di lavoro notturno e un’intera comunità coinvolta: il Carnevale d’Abruzzo di Francavilla al Mare torna protagonista con un’edizione che promette di sorprendere ancora. Nel 2026 la manifestazione raggiunge un traguardo importante: la 71° edizione, confermandosi il Carnevale più longevo della Regione, oltre che uno degli appuntamenti identitari più forti della città. A presentare il programma e lo spirito di quest’anno è, ancora una volta, il presidente dell’associazione Carnevale d’Abruzzo, Nicola De Francesco, che guida un gruppo di circa 40 volontari impegnati da settembre nella preparazione dei carri allegorici.

«Non posso dire altro, vogliamo stupire tutti» dice, lasciando intendere che il segreto è parte integrante della magia del Carnevale francavillese che, dal 1956, continua ad attirare turisti da e fuori regione. I temi, però, sono già tracciati: musica, bambini e attualità, declinati attraverso cinque carri allegorici pronti a scendere in strada domenica 8 febbraio, domenica 15 e martedì grasso – il 17 febbraio – con sfilate dalle 15 alle 18.30. Anche quest’anno la sfilata seguirà il percorso tradizionale lungo il viale principale della città (viale Nettuno), tra la stazione ferroviaria e piazza della Sirena, con passaggi sul lungomare Kennedy.

Ad aprire ufficialmente il corteo sarà, come sempre, Re Patanello: simbolo indiscusso del Carnevale francavillese, accompagnato da cinque scuole di danza che cureranno le coreografie iniziali. Le alternative, dunque, non mancano e la curiosità cresce: i carri, montati su piattaforme mobili di circa 30 metri quadrati ciascuna, sono il frutto di almeno cinque mesi di lavoro. E mentre Francavilla si prepara a riempire le sue strade di colori e musica, il Carnevale torna a ricordare che dietro ogni maschera ci sono storie, sacrifici e una comunità che non ha mai smesso di crederci.

«Lavoriamo di notte, anche quando fa freddo», dichiara De Francesco, «abbiamo iniziato a settembre. Nessuno ci paga, chiaramente, ognuno di noi ha un lavoro e qui siamo tutti volontari. Per questo motivo il momento più bello è quando i carri escono dal capannone: vedi mesi di sacrifici che finalmente prendono strada e si mostrano alla luce del sole. Per noi è sempre un motivo di orgoglio perché portiamo avanti una tradizione storica di Francavilla che, oggi più che mai, riempie i cuori dei cittadini di felicità». Sono invece due i giri del percorso previsti, con la possibilità di un terzo passaggio se le condizioni meteo lo permetteranno.

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