Calcio

Sgarbi, un calcio al mercato: «Siamo vivi, io resterei qui»

11 Gennaio 2026

L’attaccante perde la maglia dopo l’esultanza per il gol in Juve Stabia-Pescara: «Possiamo salvarci»

PESCARA. Gli sono serviti 155 giorni per lasciare un segno e tre giri di lancette dal suo ingresso in campo per fare gol. Quella di ieri, tra polemiche e delusione, è stata una serata indimenticabile per Lorenzo Sgarbi. L’attaccante del Pescara è entrato al 90° e dopo 3 minuti ha segnato la rete del pareggio. Il 24enne biancazzurro è stato bravo sul secondo palo a raccogliere il suggerimento di Brosco e davanti a Confente è rimasto freddo battendo in rete. Poi la corsa a torso nudo sotto il settore occupato dai tifosi biancazzurri. «Durante i festeggiamenti ho perso la maglia», racconta Sgarbi in sala stampa. Infatti, dopo il gol si è infilato una maglia rovesciata di un suo compagno dalla panchina per chiudere la partita. Il numero 28 biancazzurro racconta così il gol del pareggio: «Sono riuscito con fortuna a controllare la palla con il petto e con il sinistro a fare il gol».

E poi parla del pareggio di Correia della Juve Stabia, che ha innescato una serie di polemiche per un tocco con la mano. «Mi stavo scaldando e non l’ho vista. Solitamente questi gol li cancellano oggi (ieri, ndr) non è andata così». Sgarbi crede in questo Pescara: «Fidatevi, la squadra è vivissima», afferma il ragazzone nato e cresciuto a Bolzano. Per Sgarbi il calcio è una questione di famiglia. Suo nonno Renzo Sgarbi, di ruolo terzino, ha vestito la prestigiosa maglia della Reggiana negli anni ’50. Lo zio di Lorenzo, Veleo Sgarbi, è una vera e propria istituzione del calcio alto-atesino. Dopo vari infortuni che lo hanno frenato nella corsa al raggiungimento del professionismo, è stato un fuoriclasse per decenni sui campi dilettantistici.

Altoatesino di nascita, ma trapiantato al sud per il calcio. Dopo le giovanili al Sudtirol, infatti, Sgarbi appena 17enne passa al Napoli, che poi lo manda in prestito. Avellino, Bari e Juve Stabia le tappe più significative negli ultimi anni. E nella passata stagione ha vestito la maglia dei gialloblù e ieri è andato a segno nel suo vecchio stadio, per il primo gol in serie B. In riva all’Adriatico ha giocato poco, appena 340 minuti e il suo nome è nella lista dei partenti. Il Napoli, proprietario del cartellino, potrebbe interrompere il prestito e girarlo in serie C. Il Ravenna in questo momento ci sta facendo un pensierino. «Mai parlato, per ora penso solo al Pescara», taglia corto il 24enne attaccante. «Vorrei rimanere fino alla morte. Qualcuno andrà via per delle richieste. Non cambierei i miei compagni poi vedremo quello che succederà. Sentirò il mio procuratore con calma».

Da un Lorenzo all’altro, ma che di cognome fa Berardi. Il 19enne esterno pescarese ieri ha giocato alla grande tutto il secondo tempo entrando al posto di Letizia. Lo scorso giugno, dopo tutta la trafila nelle giovanile, ha firmato il primo contratto da professionista con il Pescara e, dopo l’esordio in B con il Cesena, ieri ha finalmente avuto la possibilità di misurarsi seriamente con il campionato cadetto. «Sono molto contento del mio ingresso nel secondo tempo in questo stadio e con questa atmosfera. Tutto sommato ci è andata bene e cercherò sempre di migliorare», racconta a Rete8 visibilmente emozionato.

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