Calcio

Juve Stabia-Pescara, Gorgone è livido di rabbia: «Stupito dall’arbitraggio»

11 Gennaio 2026

L’allenatore contro il gol di Correia: «Si è aggiustato il pallone con il braccio». Anche il patron Sebastiani non ci sta: «Il Var? Per il Pescara non funziona mai...»

PESCARA. In attesa di Godot, nelle vesti di qualche rinforzo invernale che, a differenza del protagonista dell’opera di Beckett, dovrebbe presentarsi nello spogliatoio del Pescara. Nel catino bollente dello stadio Menti di Castellammare, diventa tutto terribilmente reale con poca freddezza davanti alla porta della Juve Stabia, con una panchina biancazzurra cortissima e con il Var a intermittenza, fedele compagno di questa prima metà del campionato cadetto del Delfino. «È inutile parlare di Var, perché per il Pescara non funziona», ha commentato con sarcasmo il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani. «Ed è superfluo chiedere all'arbitro, perché come l'oste direbbe che il vino è buono. Spero che gli episodi negativi alla fine si compensino. Rimango convinto del fatto che, con meno infortuni, avremmo qualche punto in più in classifica».

L’allenatore del Pescara, Giorgio Gorgone, nel post partita non è riuscito a nascondere l'amarezza: «Non si tratta di trovare alibi perché se non avessimo pareggiato al 93’, parleremmo di altro. Non voglio dilungarmi sugli episodi dubbi e determinanti che vengono valutati, quando riguardano il Pescara, in maniera difforme. Ho visto Correia che si aggiustava la palla con il braccio cambiandone la direzione prima di fare gol. E sono altrettanto stupito dalla cura con cui l’arbitro e il Var sono andati a scovare il braccio di Olzer in una mischia con 40 spalle».

Che tipo di partita è stata? «Abbiamo fatto una grande prestazione contro un’ottima squadra come la Juve Stabia, abituata a giocare in questa categoria, imbattuta in casa da diversi mesi. Penso sia naturale aver sofferto in alcuni tratti della partita. Peccato non aver saputo e potuto mantenere il vantaggio ottenuto nel primo tempo». È mancata un po’ concretezza all’inizio della ripresa per andare sul 2-0? «Purtroppo sì, concretizzare quel tipo di occasioni, come quella capitata a Di Nardo, avrebbe fatto la differenza a nostro favore. Antonio (Di Nardo, ndc) ha fatto un lavoro enorme in attacco creando spazio e opportunità. Non dimentichiamo che anche lui è un esordiente in serie B. Dobbiamo lavorare per crescere di quel tanto che potrebbe aiutarci a raggiungere risultati positivi e da lunedì ricominceremo a inseguire l’obiettivo della salvezza. Abbiamo tutte le possibilità per restare in B. Siamo vivi».

Per questa trasferta avrebbe fatto comodo avere qualche rinforzo da poter utilizzare? «Questa squadra ha bisogno di calciatori che possano alzare il livello qualitativo. Quelli che ho avuto a disposizione oggi (ieri, ndc) sono stati molto bravi e ho necessità di gente così. Questa è la settima partita da allenatore del Pescara e posso dire, senza dubbio, di aver visto giocare la mia squadra ogni volta che è andata in campo. La buona sorte dovrà guardare dalla nostra parte».

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