Frode con i fondi Covid: a processo manager, consulenti e 4 società

5 Febbraio 2026

La truffa scoperta grazie alle indagini delle Fiamme gialle: intascati 74mila euro di sussidi statali. Sotto accusa tre tollesi e aziende con sedi a Tollo, Miglianico, Ortona e Ripa Teatina

CHIETI. Oltre 70mila euro di contributi statali incassati illecitamente. Con queste accuse il giudice Enrico Colagreco ha rinviato a giudizio tre persone e quattro società al termine di un’articolata indagine condotta dalla guardia di finanza. Aiuti alle imprese in difficoltà, piegate dall’emergenza sanitaria durante la pandemia Covid-19, trasformati in una frode da migliaia di euro ai danni dell’Agenzia delle Entrate. Quattro le società coinvolte nell’indagine, per le quali era stato chiesto, lo scorso ottobre, il rinvio a giudizio, disseminate per il territorio con base tra Tollo, Miglianico, Ortona e Ripa Teatina.

E tre imputati ritenuti al vertice del presunto schema criminale: sono i tollesi Nelda Maione, 77 anni, indicata come l’amministratrice di diritto di tutte le società, Umberto Evangelista, 50 anni, ritenuto l’amministratore di fatto, e infine un terzo soggetto, sempre di Tollo e ritenuto complice dei primi due: è il consulente contabile Enzo Colonnello, 47 anni, che avrebbe, secondo l’accusa, tradotto in essere il piano criminale trasmettendo telematicamente le istanze per i contributi. Per l’accusa, il disegno criminale avrebbe permesso alle quattro realtà imprenditoriali ora finite sul banco degli imputati di trarre «ingiusto profitto patrimoniale» dalla condotta illecita dei loro amministratori.

In particolare, per le fiamme gialle che hanno condotto l’indagine, i tre accusati avrebbero presentato all’Agenzia delle Entrate istanze non dovute, incassando complessivamente 73.981 euro pur non avendo, per l’accusa, diritto ad esserne in alcun modo beneficiari: le società coinvolte nell’indagine non soddisfanno infatti irequisiti richiesti all’epoca dallo Stato per accedere ai sussidi pubblici destinate alle imprese. Ma la Procura aveva anche contestato la responsabilità amministrativa degli enti, ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 231 del 2001, legge per cui la responsabilità veniva scaricata anche alle società perireati commessi nell’interesse dell’azienda stessa o dei suoi vertici: due le società a responsabilità limitata semplificata (Fuori Rotta di Miglianico e Le Tre Rose di Ortona) e due a responsabilità limitata (M.N. Trasporti di Tollo e M.A. Trasporti di Ripa Teatina).

La somma intascata, secondo l’accusa,tra il 2021 e il 2022, sarebbe di 40.163 euro da Fuori Rotta, tra il luglio 2020 e il giugno 2021. Poi ancora 12.058 euro per M.N. Trasporti, 11.702 euro a Le Tre Rose, 10.058 euro laM.A. Trasporti. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Massimiliano Ceddia, Italo Colaneri e Stefania Edmondo. Una vicenda complessa che finisce ora nell’aula del tribunale di Chieti, peril processo che dovrà verificare le responsabilità degli imputati e delle società coinvolte in quella che ha preso i contorni di una maxitruffa.

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