I revisori: Provincia, conti in rosso

Il disavanzo nel bilancio è 2,8 milioni e debiti per 1,7: si rischia il dissesto

CHIETI. Il collegio dei revisori dei conti esprime un parere favorevole ma condizionato al rendiconto del bilancio 2011 che la Provincia intende approvare nel consiglio provinciale di domani. Va sanato in fretta un disavanzo di bilancio pari a 2,8 milioni di euro mentre bisogna riconoscere debiti per 1,7 milioni di euro. Una situazione quasi drammatica che spinge la Provincia sull'orlo del dissesto. Il presidente Enrico Di Giuseppantonio replica. «Abbiamo ereditato un monte debiti pazzesco a cui si aggiungono i minori trasferimenti dallo Stato che hanno messo le casse provinciali in ginocchio». Non a caso il quadro finanziario generale della Provincia è a dir poco complicato. L'ente è stato dichiarato dal ministero strutturalmente deficitario e dovrà sudare le proverbiali "sette camice" per evitare il dissesto. «Un rischio reale», ammette Di Giuseppantonio, «che penalizzerebbe oltremodo i cittadini e i nostri creditori».

Intanto c'è da superare lo scoglio del rendiconto 2011 che domani pomeriggio approderà, in seconda convocazione, al vaglio del consiglio provinciale. Il collegio dei revisori dei conti presieduto da Antonino Amorosi e composto da Marco Marino, ex assessore del Pd in Comune e Vincenzo La Frazia, il 17 maggio scorso ha depositato in Provincia la relazione sullo schema di rendiconto 2011 licenziato dalla giunta Di Giuseppantonio. Ultimo atto del collegio che ha il mandato in scadenza nella prima metà di giugno. Ebbene i revisori hanno espresso un parere condizionato con una serie di prescrizioni a cui l'ente dovrà adeguarsi con una certa premura. Il collegio, nel dettaglio, ha ricordato come il debito della Provincia ammonti, alla data del 31 dicembre 2011, a 2 milioni e 800 mila euro. Somma destinata a crescere sensibilmente in quanto il consiglio provinciale avrà il compito di riconoscere altri debiti quantificati in circa un milione e 700 mila euro.

Il parere dei revisori, come da prassi, verrà spedito alla Corte dei conti che farà i suoi accertamenti contabili. Non è da escludere, a questo punto, la dichiarazione di dissesto finanziario. Questo perché, testo unico degli enti locali alla mano, il dissesto si configura nel caso in cui non si rispettano gli obblighi amministrativi o non si copre un disavanzo di bilancio per tre anni consecutivi. L'esatto caso della Provincia di Chieti che ha cercato di reperire fondi freschi alienando il suo patrimonio immobiliare. Ma, a fronte di 10 milioni di euro di valore immobiliare messo in vendita, ad oggi sono arrivati nelle casse della Provincia appena 1 milione e mezzo di euro. Inoltre deve essere accelerata la revisione dei residui contabili.

In tal senso Di Giuseppantonio è chiaro. «Ho dato un ultimatum ai dirigenti per l'accertamento dei residui. Se ciò non avverrà», dice il presidente, «ci saranno delle sanzioni a loro carico». Poi un cenno al parere dei revisori sul rendiconto 2011. «Il parere del collegio è favorevole e senza i debiti ereditati il bilancio 2011 sarebbe in pareggio e, addirittura, con un avanzo. Non dimentichiamo che la mia amministrazione», ricorda Di Giuseppantonio, «ha dovuto ricorrere ad una manovra da 10 milioni di euro per coprire le spese del bilancio 2009 della giunta Coletti, ha riconosciuto debiti fuori bilancio per 5 milioni e 800 mila euro e ha subito, in tre anni, minori trasferimenti dallo Stato per 12 milioni di euro. Malgrado tutto tenteremo di scongiurare il dissesto finanziario».

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