Omicidio Andrea Sciorilli, la visita più attesa: dal padre arrivano moglie e figlia

A Torre Sinello l’incontro sorvegliato del 52enne, autore del delitto del 21enne, con la famiglia. Si valuta la richiesta di attenuazione della misura cautelare. Al vaglio la perizia psichiatrica
VASTO. Un lungo abbraccio per trovare la forza di superare insieme un dolore devastante. Dopo 10 giorni di isolamento Antonio Sciorilli, il 52enne che il 19 aprile ha ucciso il figlio Andrea, 21 anni, con tre colpi d’ascia, ha rivisto la moglie Sabrina e la figlia Lorenza. L’incontro è avvenuto nel carcere di Torre Sinello, con un agente a vigilare sull’uomo, anche se ciò che il 52enne e la moglie si sono detti non lo ha sentito nessuno: come disposto dalla legge, l’uomo ha il diritto di avere colloqui con i familiari ma i colloqui si svolgono in locali sotto il controllo visivo e non auditivo del personale di custodia. E dunque nessuno sa se con la moglie e la figlia, Sciorilli abbia ricordato i tragici momenti dell’omicidio. Momenti che sembra aver rimosso: esemplare il comportamento della moglie, una donna dilaniata dalla perdita del figlio ma che ha deciso di stare vicina al marito, consapevole di quanto l’uomo stia male. Così male che la sua mente ha avuto un black out.
L’incontro è durato un paio di ore e la mamma di Andrea e la sorella sono parse molto provate ma al tempo stesso determinate a stare accanto ad Antonio Sciorilli in un momento così drammatico: a riprova dell’unione di una famiglia che fino a due anni fa era serena. Poi qualcosa è cambiato in Andrea: gli investigatori stanno cercando di scoprire perché il giovane fosse diventato così aggressivo e custodisse delle armi. I legali del 52enne, Alessandro Orlando e Massimiliano Baccalà, oltre ad una perizia psichiatrica stanno valutando un eventuale ricorso al Tribunale del Riesame dell’Aquila per ottenere l’attenuazione della misura cautelare. A parere dei difensori non c’è alcun rischio di inquinamento delle prove né pericolo di fuga, tanto meno reiterazione del reato. Intanto Sciorilli continua a ripetere di essersi difeso. Una dichiarazione che potrebbe essere confermata dagli esami dattiloscopici eseguiti dai Ris nell’appartamento in cui è avvenuto l’omicidio.
La dattiloscopia forense, ossia l’analisi delle impronte digitali, può rivelarsi un elemento chiave in questo procedimento penale. Può rappresentare la base di prove sostanziali per la difesa. Nel frattempo la Procura continua a indagare. Le indagini appaiono lunghe e complesse e non si limiteranno al solo episodio omicidiale ma approfondiranno lo scenario in cui è maturato l’omicidio. Lo scontro fra padre e figlio avvenne al ritorno dell’uomo a casa dalla passeggiata con il cane di famiglia, un labrador. L’animale dopo il fatto ha continuato a stare accanto al 52enne quasi a volerlo proteggere. A distanza di giorni dal fatto sono ancora molti i messaggi d'affetto e vicinanza che vengono inviati alla famiglia Sciorilli colpita da un evento così drammatico. Antonio Sciorilli pare stare un po’ meglio. Nei prossimi giorni potrebbe ricevere la visita di un padre spirituale che cercherà di aiutarlo con la fede.
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