«Io, drogata e stuprata»: indagato 25enne 

La studentessa: «L’incontro al parco, poi abbiamo fumato marijuana e bevuto a casa sua: lui ha approfittato di me»

CHIETI. Ha raccontato di essere stata drogata e stuprata in casa da un giovane conosciuto su internet. La procura di Chieti ha aperto un fascicolo dopo la denuncia presentata ai carabinieri, a fine agosto, da una ragazza ortonese di 16 anni: un impiegato 25enne di origini pugliesi è ora sotto inchiesta per violenza sessuale. La premessa è che il procedimento è in una fase iniziale, dunque si tratta di accuse ancora tutte da dimostrare e che l’indagato – assistito dagli avvocati Maurizio Mililli ed Emiliano Palucci – avrà l’opportunità di respingere.
LA DENUNCIA
La studentessa ha riferito di aver iniziato a chattare con un ragazzo su una piattaforma online per adulti. I due si sono poi incontrati al parco Ciavocco a Ortona, vicino al castello aragonese, il simbolo della città. Dopo una chiacchierata, hanno deciso – di comune accordo – di raggiungere l’appartamento del giovane, in centro storico. Qui hanno fumato marijuana e consumato una birra. A questo punto il venticinquenne avrebbe offerto un bicchiere d’acqua alla ragazza. Dopo averla bevuta, la presunta vittima ha raccontato di aver avuto l’impressione come di essere stata drogata, sprofondando in uno stato di confusione e, al tempo stesso, di euforia. La sedicenne sarebbe stata poi portata in camera da letto e avrebbe avuto con l’impiegato un rapporto sessuale non consenziente.
IL RACCONTO ALLA MADRE
Successivamente, la studentessa ha scritto un messaggio alla madre chiedendo di andarla a riprendere. Una volta in auto, la minorenne si è confidata: la donna ha accompagnato la figlia prima al pronto soccorso di Ortona e, subito dopo, nella caserma di via Roma, dove è stata formalizzata la denuncia.
L’INCHIESTA
Il sostituto procuratore Lucia Anna Campo ha chiesto e ottenuto l’incidente probatorio, ovvero lo strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio.
L’UDIENZA
Ieri mattina la studentessa, assistita dall’avvocato Guido Sanvitale, è stata ascoltata – per circa un’ora – in un’aula del tribunale di Chieti dal giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino, anche alla presenza del pubblico ministero. Ora la procura dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio o sollecitare l’archiviazione.
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