Lanciano

Lanciano, armi e droga in casa a Santa Rita: intera famiglia rom va a processo

18 Gennaio 2026

Arriva il decreto del tribunale dopo il blitz di novembre a seguito della rissa in piazza Aldo Moro. La difesa chiederà il rito abbreviato. Il legale: «Non sapevano delle sostanze nascoste in cantina»

LANCIANO. Droga e armi nascoste in casa: finiranno subito a processo i tre arrestati dell’operazione interforze scattata a seguito della rissa tra famiglie rom nel quartiere Santa Rita. La Procura di Lanciano ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Osvaldo Di Rocco, 67 anni, la convivente Violetta Di Rocco, 66, e il figlio Fioravante Di Rocco, 44 anni, tutti ancora agli arresti domiciliari dopo il blitz del 14 novembre scorso. Il decreto è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa. Ma per i tre imputati la difesa – per tutti l’avvocato Alessandro Orlando e per il solo Fioravante anche l’avvocato Tristana Di Bucchianico – chiederà il giudizio abbreviato, così da ottenere uno sconto di pena in caso di condanna.

Per il quarantaquattrenne la richiesta è stata già presentata: l’udienza per decidere se accogliere o meno il giudizio abbreviato è stata fissata al prossimo 16 marzo. Per Osvaldo e Violetta Di Rocco, invece, l’istanza sarà depositata la prossima settimana. «Chiederò il giudizio abbreviato subordinato all’ascolto di un testimone», annuncia l’avvocato Orlando, «per dimostrare che i miei assistiti non sapevano che ci fosse della droga nella cantina-ripostiglio di una casa popolare. Non avevano accesso esclusivo, ma alla cantina accedevano diverse persone». In casa di Osvaldo e Violetta Di Rocco, in via Bellisario, i carabinieri avevano trovato 283 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi, insieme a materiale necessario al confezionamento della sostanza. Circa 10 grammi di cocaina erano stati occultati nel cassetto del filtro dell’asciugatrice, sul balcone allestito a vano lavanderia. Il resto della droga era nel seminterrato, in una cantina chiusa da una porta con lucchetto, la cui chiave era stata trovata nella borsa della donna. Nell’abitazione di Fioravante Di Rocco, in via De Riseis, la polizia aveva invece trovato una pistola Glock semiautomatica, calibro 9x21, con 16 cartucce, illegalmente detenuta e risultata rubata 5 anni prima nel Teramano.

Al quarantaquattrenne erano stati inoltre sequestrati 55 grammi di cocaina, strumentazione per il confezionamento delle dosi e una mazza da baseball in metallo, rinvenuta nel portabagagli dell’auto. I controlli straordinari di polizia, carabinieri e guardia di finanza - coordinati dalla questura di Chieti e condotti anche con l’ausilio di unità cinofile - erano scattati cinque giorni dopo la violenta rissa scoppiata in piazza Aldo Moro tra i Di Rocco e i Guarnieri. Un regolamento di conti scaturito apparentemente per motivi sentimentali, ma che sullo sfondo vede le storiche famiglie rom della città in lotta peril controllo del mercato dello spaccio nell’area frentana.