Lanciano, la protesta sui bus: «Qui Tua subaffitta il 22% dei chilometri»

In piazza lavoratori, sindacati e Pd ma non c’è il Comune Il sindaco: «Ci è stato detto che la legge consente i tagli»
LANCIANO. Sono scesi in piazza anche con le temperature rigide di queste ore i lavoratori Tua e rappresentanti dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Faisa. Lo sciopero contro le esternalizzazioni e i tagli Tua, a cui si uniscono anche le tematiche sulla sicurezza e il progressivo abbandono delle aree interne, era di carattere regionale, ma un presidio è stato organizzato ieri mattina anche a Lanciano, che risulta il territorio più penalizzato, con quasi il 22% dei subaffidamenti sul totale dei chilometri concessi da Tua.
«Nel 2019 Sangritana contava 386 lavoratori, oggi siamo a un terzo e costantemente assistiamo a riduzioni non solo nel comparto viaggiante, ma anche in quello impiegatizio, manutenzioni, ferroviario», fa notare Pietro Angileri, segretario Uil trasporti: «C'è una riduzione sistemica da parte dell'azienda che non tiene in considerazione che questo è un territorio storico: non è semplicemente una residenza di Tua, ma è un'ex azienda. Se continuiamo così a Lanciano il trasporto morirà». «Da tempo il direttore generale di Tua minaccia la disdetta del contratto di secondo livello», interviene Massimo Masciangelo, Fit-Cisl, «chiediamo alla politica di assumersi l’onere di tutelare i posti di lavoro del settore sempre meno attrattivo, di tutelare l’utenza di Tua attraverso azioni concrete e concertate con le stesse organizzazioni sindacali». Al fianco dei lavoratori non sono arrivati rappresentanti dell'amministrazione comunale che, pure, aveva promesso loro di indire un consiglio comunale straordinario sul tema trasporti. «Abbiamo manifestato alla Regione e a Tua il nostro dissenso in più occasioni», replica il sindaco Filippo Paolini, «ma ci è sempre stato risposto che la legge consente questa pianificazione da parte di Tua. Torneremo a sollecitare per un incontro in Commissione i rappresentanti di Tua».
«Ci sono temi locali sui quali accendere l'attenzione», interviene il consigliere comunale e segretario provinciale del Pd, Leo Marongiu sceso nelle scorse settimane anche a sostegno dei pendolari lancianesi che si sono visti tagliare, dal 24 novembre scorso, 8 corse su gomma per Pescara via A14: «La mancata attivazione dell'autostazione nel terminal bus Memmo, ad esempio, per il periodo del Giubileo, così come sollecitato più volte dalle sigle sindacali dei trasporti, dopo la foto di sindaco e assessori schierati in bella mostra a novembre 2024 dentro la struttura, rappresenta uno dei fallimenti più evidenti della giunta Paolini. È un’aggravante, infatti, sbandierare numeri ad effetto come quelli dichiarati nei giorni scorsi sul turismo religioso, senza aver offerto un servizio adeguato e dignitoso a turisti e pellegrini. Servizio che oltretutto avrebbe portato risorse importanti da investire ulteriormente, come quelle per il pedaggio degli autobus». «Il mancato consiglio straordinario e l'assenza di referenti dell'amministrazione al presidio», sottolinea il segretario provinciale di Sinistra Italiana, Michele Marino, «rappresenta un episodio di vigliaccheria politica e di scollamento ulteriore con l'opinione pubblica. L'assenza delle istituzioni alimenta il qualunquismo e l'astensionismo, è come se ci venisse detto “tanto non serve a niente protestare”».

