Lanciano, rione Santa Rita ad alta tensione: «Bambini usati come scudo umano»

Indignazione e solidarietà alla polizia dopo che i video sulle perquisizioni sono diventati virali sui social. Gli agenti hanno dovuto interrompere l’attività. Il sindacato Cosap: «La risposta dev’essere immediata»
LANCIANO. I figli minorenni utilizzati come «scudo umano». Scagliati contro i poliziotti per colpirli con calci negli stinchi e a suon di provocazioni, e impedire così la perquisizione domiciliare che avrebbe portato alla luce le prove dello spaccio. È quello che emerge dai video girati con i cellulari venerdì scorso nell'alloggio di edilizia popolare di una coppia rom, in via Sigismondi, e fatti girare ad arte sui social, con l'intento contrario. Immagini, diventate virali, che mostrano un intero nucleo familiare, inclusi i figli minorenni (tre su quattro), che reagisce con ferocia per impedire le attività di polizia. E sollevano un'ondata di indignazione e solidarietà per gli agenti aggrediti. Un episodio che fa scoppiare il “caso Santa Rita” a livello nazionale.
I VIDEO
Sono due principalmente i filmati che circolano, girati con i telefonini dai figli della coppia rom, R.B. e la moglie I.D.R., entrambi 40enni. I poliziotti sono fermi, nell'alloggio Ater, e tutt'attorno padre, madre e figli strepitano e si agitano: «Sono senza mandato, è un abuso di potere», ripetono a cantilena. «Bravi, complimenti, davanti a un bambino, ora avrà un trauma», dice un ragazzo spingendo il fratellino contro gli agenti e a favore di video. I poliziotti non rispondono né reagiscono alle provocazioni, poiché davanti ai minorenni – un ragazzino di 10 anni, un'altra con problemi di salute - questo ti impone, prima di tutto, il tuo codice morale. Nei momenti subito precedenti a quelli mostrati dai video, gli agenti hanno disarmato la madre che li minacciava brandendo un coltello da cucina (lama 20 cm) e riportato alla calma il padre che, dopo insulti e percosse, aveva iniziato anche a togliersi i vestiti.
LA DENUNCIA
«Non hanno esitato a utilizzare i propri figli come scudo umano», denuncia la segreteria generale del sindacato di polizia Cosap, «trasformando l’intervento degli agenti in un vero e proprio tentativo di offesa armata. L'attività di polizia giudiziaria, che aveva già consentito il rinvenimento di sostanze stupefacenti (del tipo hascisc, ndc) e materiale per il confezionamento, è stata forzatamente interrotta per preminenti ragioni di ordine pubblico e, soprattutto, per salvaguardare l’incolumità dei minori presenti, a fronte di una condotta dei genitori caratterizzata da una violenza crescente e incontrollata». Il bilancio dell'operazione è stato di tre operatori feriti, due in forza al Commissariato di Lanciano e uno della Volante di Chieti, costretti a ricorrere alle cure del Pronto soccorso per contusioni (7 giorni di prognosi). «D’intesa con il pubblico ministero, si è proceduto alla denuncia a piede libero dei soggetti», precisa il sindacato, «la scelta di non procedere all'arresto immediato è stata dettata esclusivamente dalla volontà di scongiurare un'ulteriore recrudescenza della violenza da parte degli adulti, che avrebbe esposto i minori ad ulteriori rischi».
IL CASO “SANTA RITA”
È all'attenzione del capo della polizia Vittorio Pisani. «Il quartiere versa oggi in uno stato di altissima tensione, nonostante i continui controlli delle forze dell’ordine», annota il segretario generale Cosap, Sergio Scalzo, «l’efferatezza delle compagini criminali presenti ha di fatto trasformato l’area in una “zona franca”. Quando la violenza riesce nell'intento di interrompere un atto giudiziario e costringere lo Stato a ripiegare, il danno d'immagine è incalcolabile. Il messaggio che ne deriva è che l'opposizione violenta e la sfida aperta all'autorità possano garantire l'impunità. Non è più tempo di attendismi, la risposta dello Stato deve essere immediata, muscolare e risolutiva».

