Ortona

L’orchestra dei 70 ragazzi suona alla Sagrada Familia di Barcellona: viaggio senza aiuti pubblici

28 Agosto 2025

I Giovani accademici in scena alle feste di paese per raccogliere fondi e partire, il direttore Angelucci: «Con la colletta delle famiglie, supportiamo i talenti»

ORTONA. Arrivano a Ortona, per fare le prove nell’auditorium della sala Eden, dai paesi della provincia di Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila. «E c’è una ragazza che viene anche da Jesi», racconta con una punta di orgoglio Paolo Angelucci, direttore artistico dell’orchestra I Giovani accademici, settanta elementi sul palco e in cassa pochi spiccioli di contributi pubblici concessi soltanto dal Comune di Ortona. «Sarebbe bello se la Regione Abruzzo si accorgesse della nostra presenza», dice il maestro Angelucci con l’umiltà di chi si arrangia con i mezzi che ha a disposizione ma vorrebbe fare di più: «Per esempio, ci servirebbe una batteria nuova; il nostro batterista se la porta da casa e, ogni volta, deve montarla e poi smontarla». L’Oiga, questo è l’acronimo dell’orchestra che riunisce ragazzi dai 12 ai 20 anni, si regge grazie ai concerti nelle feste di paese, da Casalbordino a Torrevecchia Teatina e Abbateggio, e alla colletta delle famiglie. È un circolo non vizioso ma virtuoso perché, con questi soldi, l’orchestra può permettersi di partecipare alle rassegne lontano dall’Abruzzo e calcare palcoscenici che potrebbero far tremare le gambe dall’emozione: dal 16 al 21 settembre, l’Oiga sarà in scena al festival “Golden Sardana” di Barcellona e un’esibizione è prevista anche nella maestosa Sagrada Familia.

Angelucci prepara la partenza con due autobus e controlla le prenotazioni negli alberghi: «Nel 2024 siamo stati protagonisti a un festival a Bratislava, in quell’occasione abbiamo conseguito la medaglia d’oro e il premio speciale della partecipazione di diritto al Golden Sardana di Barcellona che è una rassegna davvero rilevante per le orchestre e le bande giovanili e le majorette. I nostri ragazzi non vedono l’ora di partire e non stanno più nella pelle: per loro, non è soltanto una festa ma è il riconoscimento dei sacrifici fatti durante un anno di prove e concerti».

La prova generale e l’ultima esibizione per mettere da parte fondi per la trasferta in Spagna è per la sera del 9 settembre, ad Abbateggio, in occasione della festa patronale di San Lorenzo. Poi, tutti sui pullman: trovare i soldi per una settimana a Barcellona e far quadrare i conti per non pesare troppo sulle famiglie, non è stata un’impresa semplice ma, sottolinea Angelucci, «ci siamo riusciti». E senza la spinta dei soldi pubblici.

Dal 2020, l’orchestra dei “piccoli” si affianca al gruppo dei “grandi”, cioè l’applaudita Orchestra Sinfonica Tosti. I protagonisti indiscussi sono loro: ai violini, Martina Laudato, Letizia Ardizzi, Paolo Miccoli, Sara Gialloreto, Noemi Barbone, Federico Vitullo, Giorgia Mucci, Cecilia Seccia, Francesco Ianniccari, Arianna Mezzanotte, Federico Viglietti, Serena Scuderi, Evan Del Ciotto, Daniele Delli Carri, Giovanni Lo Cascio, Sara Palumbo, Leonardo Sulpizio, Camilla Artese, Elisa Keane, Noemi Ninno, Chiara Abate, Federica Di Giulio, Alessandro Bologna, Andrea Iannone; alle viole, Pietro Bufano e Vittoria Mucci; ai violoncelli, Eleonora Aceto, Dafne Colacioppo, Alice Trivilino, Giorgia Crivelli e Angelo Pagano; al contrabbasso, Francesco Rasetti e Riccardo Bologna; al flauto piccolo, Francesca La Morgia, Noemi Romualdi, Cecilia Gabriele, Jessica Antonilli e Giada Cianciosi; all'oboe, Vittoria Sophia De Berardinis, Alessandro Febo, Nicolas Romualdi; ai clarinetti in sib e clarinetto basso, Giulio Valerio Di Gianfrancesco, Ilaria Michetti, Ilaria Silveri e Samuele De Virgilis; al sax, Nicolò Santucci, Valeria Di Giacomantonio; ai corni, Stefano Martelli, Natasha Ramona Pantalone, Michela Berardi e Riccardo Borghi; alle trombe Lorenzo Varrasso De Thomasis, Francesco Pasquini e Cristiano Bernabeo; al trombone, Divo Spagnoli; alla chitarra, Bruno Tiberio; al basso elettrico, Loris D’Annunzio; al pianoforte, Vittoria Taucci; alla batteria, Raoul Ciommo.

«Questi ragazzi», spiega Angelucci, «partecipano a una vera attività di formazione artistica, sono dei talenti e credono non soltanto nella loro passione ma anche nei risultati che conquistano giorno dopo giorno: noi siamo bravi a sorreggerci con le nostre forze e ringraziamo le famiglie che si impegnano ma, per crescere ancora, avremmo bisogno del sostegno delle istituzioni: vorremmo diventare la seconda orchestra sinfonica riconosciuta dalla Regione e, perciò, abbiamo approntato un piano triennale di crescita e investimento sul patrimonio e sugli strumenti ma siamo nelle mani di quelli che hanno i cordoni della spesa. La Regione», conclude il maestro, «dovrebbe scoprirci: abbiamo suonato anche, a Roma, alle celebrazioni per i 50 anni dell’Agenzia europea dello spazio».