Luisa Russo: «La mia idea di Francavilla? Una città europea che punta su verde, turismo e servizi»

La sindaca, a tutto tondo su presente e futuro, si toglie anche qualche sassolino. E annuncia: «Nei prossimi due anni abbiamo fondi per ciclabili, porto e lungomare»
FRANCAVILLA AL MARE. Un sindaco donna come a Barcellona e Parigi. Così Francavilla salutava il suo nuovo sindaco Luisa Russo il 18 ottobre del 2021. In questi quasi quattro anni “il sindaco donna” ha sbattuto i pugni sui tavoli di Aca e Anas dopo l’emergenza idrica e il blocco della viabilità dovuto al crollo della galleria in tangenziale, ha presentato denunce (vedi l’inchiesta sul cimitero), e delibere in netta controtendenza con il passato come quella dello stop al cemento sulla riviera. Una maratona quotidiana (oggi sono 1.346 giorni) scandita dagli attacchi social, anche questi pressoché giornalieri, del suo predecessore. Lo stesso che la volle nella sua giunta di centrosinistra e poi, nel 2021, candidata sindaco.
Sindaco, Francavilla è piccola. Iniziamo da qui, da questa stima-amicizia interrotta con Luciani. Che cosa è successo?
«Voglio innanzitutto ribadire che ho apprezzato il modo di amministrare dell’ex sindaco, tanto da accettare nel 2018 la sua proposta di entrare in giunta e poi di essere candidata a sindaco per proseguire il lavoro da lui svolto. Ancora oggi riconosco che, pur con alcuni errori gravi, ha fatto anche cose buone per la città, e per questo gliene sono ancora grata, nonostante i suoi attacchi quotidiani. La gratitudine, però, non può tradursi nel pretendere che io continuassi a far lavorare lui, con la mia faccia e le mie responsabilità, specie quando le sue idee sono diventate profondamente contrarie alla mia visione dal punto di vista politico, amministrativo e perfino giuridico. Purtroppo alla divergenza di visione si è aggiunto un suo improvviso cambio di rotta politico, evidentemente dettato più da opportunismo che da convinzione, e che non ho condiviso, come del resto non l’ha condiviso gran parte dei suoi stessi elettori. Non è una questione personale: è stato lui ad allontanarsi dall’ideale di comunità che avevamo costruito insieme. Dispiace vedere che, invece di un atteggiamento maturo e costruttivo, il mai pacificato ex sindaco abbia scelto un approccio rabbioso, livoroso, vendicativo nei confronti di chi, a suo avviso, sarebbe la causa del suo divenire ex, che finisce per offuscare anche quanto di buono ha fatto, e lo sta isolando persino dai suoi sostenitori più convinti. Essere “ex”' non è una condanna, anzi: se vissuto con consapevolezza, può essere occasione di rinnovata autorevolezza e nuovi percorsi politici e professionali. Ma quando l’unico obiettivo diventa combattere chi è andato avanti, si finisce con il logorare se stessi e sprecare un potenziale che avrebbe potuto ancora servire al bene comune».
Tra gli ultimi attacchi c’è quello relativo alla striscia di terreno di via Barbella che ricade nella proprietà di un suo familiare e che il Comune, come per altre aree nelle stesse condizioni, ha messo all’asta. Lei ha parlato di sciacallaggio politico. Ci spiega?
«È chiaramente un ennesimo tentativo di sciacallaggio politico ed è grave perché colpisce non solo me come sindaco, ma anche la mia famiglia sul piano personale. Ho già dato ampie spiegazioni tecniche e giuridiche ai cittadini, che hanno compreso la situazione: non si tratta affatto di una striscia di terra sottratta alla comunità che anzi si trova nella situazione di fatto da circa 100 anni né esistono manufatti abusivi. Al contrario, si tratta di spazi inclusi in proprietà privata come ce ne sono molti altri, privi di previsioni urbanistiche di pubblica utilità, anche a causa della trasformazione dei luoghi limitrofi che non consentirebbe alcuna realizzazione di strade. È curioso che l’ex sindaco si interessi solo a questo relitto immobiliare addirittura promuovendo la costituzione di un comitato per l’acquisto o chiedendone la consegna alla città, senza considerare gli altri centinaia di lotti analoghi».
Restiamo alla cronaca. La tragedia in mare dei giorni scorsi ha riaperto la questione dell'ambulanza del 118 che Francavilla ha perso un anno fa. Come si sta muovendo per ripristinare il servizio?
«Questo tragico fatto è stata la dimostrazione dell’assoluta inadeguatezza delle scelte compiute dalla Asl nella distribuzione delle ambulanze con medico a bordo. Ho già manifestato il dissenso nelle sedi opportune e tornerò a farlo scrivendo ad Asl e Regione con l’auspicio che le note e gravi difficoltà economiche e organizzative in cui versa la sanità abruzzese a causa di scelte errate, non ci facciano avere anche questa volta risposte negative. Mi batterò per raggiungere il risultato quantomeno nella stagione estiva in cui la popolazione triplica e il traffico rallenta l'arrivo dei mezzi di soccorso».
Si è battuta anche durante la pesantissima emergenza idrica dell’anno scorso. Qual è la situazione oggi?
«Nei confronti di Aca ho portato avanti da sola la battaglia che ha già dato qualche risultato positivo. Ma risolvere definitivamente il problema non è possibile nel breve periodo. Quello delle linee danneggiate è un problema quotidiano che noi sindaci riscontriamo costantemente, con gravi danni a causa delle continue rotture sulle strade e chiusure idriche senza preavviso. Tuttavia dei passi avanti sono stati fatti grazie all’incontro che ho ottenuto con il prefetto e con l’Aca: stanno lavorando attraverso un nuovo sistema informatico per individuare e ridurre le perdite, e qualche risultato si inizia a vedere. Servono investimenti importanti da parte della Regione e del Governo. Fortunatamente quest’estate, fino ad ora, non stiamo avendo problemi anche grazie a un inverno con piogge e neve».
Passando da un tema a un altro: il cemento. Ha fatto discutere la delibera dei vincoli alle volumetrie. La “sua” Francavilla dà lo stop al cemento ?
«No. Con questa delibera, che definirei epocale, abbiamo risposto a un’esigenza reale della città, trasformandola in un atto politico concreto: lo stop all’incremento dei volumi edificabili nelle zone 15 e cioè nella fascia costiera. Tutti conosciamo la situazione di Francavilla, una città già fortemente antropizzata in quelle aree, e questa scelta era doverosa. Tuttavia, ciò non significa bloccare un settore importante come quello dell’edilizia. Al contrario, stiamo lavorando intensamente sull’urbanistica per arrivare alla formazione del nuovo puc. Insieme agli interventi di rigenerazione e ristrutturazione urbana, il comparto edilizio continuerà a crescere in modo sostenibile. È naturale che chi sperava di sfruttare ulteriormente aree già ampiamente edificate, prive degli standard necessari, oggi non guarda con favore al nostro operato. Ma il nostro dovere è pensare al bene collettivo e alla qualità dello sviluppo urbano.
E questo le ha portato in città più amici o nemici?
«Né amici né nemici. E se ci sono, sono pochi e avremo le spalle larghe per affrontarli».
Ha fatto scalpore anche il sequestro dei due palazzi in costruzione: rientra nella visione della sua politica, o che altro?
«I sequestri dei due palazzi non rientrano affatto nella nostra azione politica. Non è stata la nostra amministrazione a bloccarli: è una vicenda legata a una convenzione preesistente, nata nel 2021 quando non ero ancora sindaco. Questo è un elemento molto serio, anche perché quella convenzione non è mai passata al vaglio della politica: è stata un'iniziativa degli uffici, un atto dirigenziale che non è mai stato sottoposto al consiglio comunale o alla giunta. La procura sta verificando se quella convenzione sia lecita o meno. È sicuramente una ferita enorme per la città ed anche in ragione del proliferare di volumi per noi inaccettabili. Con un preciso intervento politico in Consiglio comunale, abbiamo posto fine alla possibilità di futuri aumenti di volumetria così rilevanti. Da oggi, grazie alla nostra delibera, operazioni simili non saranno più consentite».
Altro capitolo di cronaca, l’inchiesta sul cimitero, partita da una sua denuncia. Che cosa l’aveva allarmata?
«Ho ritenuto doveroso denunciare questa vicenda, dopo essere venuta a conoscenza di alcuni fatti rilevanti che non potevo ignorare. Ora stiamo seguendo un percorso virtuoso che ha come obiettivo il ritorno della gestione del cimitero sotto il pieno controllo del Comune. È un cammino ancora lungo, ma siamo già sulla buona strada. Molti cittadini hanno notato miglioramenti significativi nella pulizia, nella manutenzione e nei servizi. L’obiettivo è di arrivare, entro la fine del mandato, a una gestione completamente pubblica, garantendo standard sempre più elevati».
Però molti dicono: è stata assessore della vecchia amministrazione, queste cose le sapeva anche prima ed é rimasta in silenzio. Come risponde?
«Per il cimitero, sapevamo di criticità nella gestione, ma i fatti gravi di cui oggi sono accusate le ditte coinvolte li abbiamo scoperti solo durante il mio mandato. Né io, né i consiglieri che mi affiancavano nella scorsa amministrazione – e che ancora oggi fanno parte della mia squadra – eravamo a conoscenza di quanto stava accadendo».
A giugno 2027 conclude il primo mandato. Di cosa va più orgogliosa?
«Abbiamo fatto davvero tanto. Se mi volto indietro, sembrano trascorsi più di quattro anni, perché in questo tempo abbiamo vissuto di tutto: momenti belli e altri più difficili, che abbiamo affrontato con pragmatismo, decisione e trasparenza. Penso alle vicende del predissesto finanziario, delle grandi difficoltà della Risco, del cimitero, dei palazzi, del crollo della galleria Anas, delle criticità dell’Aca: tutte battaglie che abbiamo portato avanti con determinazione. Alcune sono già state risolte, altre sono in fase di definizione. Tra le cose positive, abbiamo risanato la Risco e il bilancio comunale, abbiamo riorganizzato interamente la macchina amministrativa, abbiamo cambiato il volto della città attraverso interventi di rigenerazione urbana: una nuova piazza, un nuovo ponte, una bellissima e attrattiva area nella marina di Francavilla, rifacimento di chilometri di marciapiedi, due asili nido in via di realizzazione e tanto tanto altro. Nei prossimi due anni abbiamo finanziamenti importanti da sviluppare per piste ciclabili, per il rifacimento del lungomare Tosti, per il porto ed altre opere che continueranno a migliorare Francavilla. Sono certa che, alla fine del mandato, avremo una città più bella, più verde e più vivibile esattamente come l’avevamo immaginata e presentata in campagna elettorale».
Ha già detto che si ricandida. Cosa le manca di fare?
«Mi ricandido perché desidero completare un percorso e portare avanti una visione chiara per Francavilla. Ci sono molti progetti importanti, perché Francavilla ha l’ambizione di diventare una città pienamente europea, sotto ogni punto di vista. Prima della fine di questo mandato illustreremo nel dettaglio non solo le opere, ma anche i principi e i concetti che le ispirano. Continueremo a investire nel verde, completando il Cammino Verde; interverremo sulla riqualificazione e rifunzionalizzazione della zona di San Franco; porteremo avanti il progetto del parco dello sport; realizzeremo la nuova piazza degli Angeli Custodi, miglioreremo piazza Sant’Alfonso. Ma sono solo alcuni degli interventi previsti».
È una francavillese doc, qual è il suo luogo del cuore?
«È difficile sceglierne solo uno. I Giardini Centrali, che a breve inaugureremo, il nuovo ponte e tutta l’area della Marina, piazza Sirena, piazza Sant’Alfonso, piazza Angeli Custodi».
E se dovesse paragonare Francavilla a una città del mondo? Quale le viene in mente?
«Con un po’ di ambizione e fantasia mi piacerebbe che Francavilla diventasse una piccola Saint Tropez con vocazione turistica, belle spiagge e lidi, tanti localini con molto verde al contorno, un accogliente porticciolo e il centro storico in collina. Possiamo prenderlo come modello e come obiettivo».
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