Mensa, ispezione dei Nas: scoperte irregolarità 

Controlli dei carabinieri al centro cottura, la Asl blocca i locali per smistare i cibi Ancora pasti in ritardo nelle scuole, la rabbia dei genitori: «Spine nel pesce»

CHIETI. Mensa scolastica sotto accusa con un’ispezione dei carabinieri del Nas e con le proteste dei genitori. Dopo i primi giorni di disagi, con i pasti arrivati in ritardo (anche alle 15) e con gli ordini sbagliati, ieri i Nas si sono presentati nel centro cottura di Chieti Scalo che serve le mense scolastiche. Il controllo è stato disposto dopo le lamentele dei genitori. Dopo l’accertamento, la Asl ha disposto la sospensione di alcuni locali per lo smistamento e il magazzinaggio. I carabinieri per la tutela della salute hanno rilevato inadeguatezze igienico sanitarie e strutturali, oltre a criticità negli spazi per la preparazione delle diete speciali.
La mensa scolastica non riesce ancora a funzionare regolarmente e tra i genitori monta la protesta. Anche ieri ci sono stati ritardi nell’arrivo dei pasti a scuola e le famiglie questa volta hanno deciso di andare a fondo alla questione controllando anche la qualità dei pasti serviti. Un controllo che non ha dato esito positivo. In particolare nella scuola elementare di via Pescara, che fa parte dell’istituto comprensivo 3. «Pranzo servito alle 15 ai bambini di 6 anni», riferiscono genitori sul piede di guerra. Un papà è andato a riprendere il figlio all’ora di pranzo e gli hanno fatto riportare a casa le pietanze. Controllato il cibo, ha detto che si trattava di «pesce con pericolose spine e patate crude». Di fronte ai ritardi e alla qualità del cibo, i genitori iniziano ad avanzare richieste di far portare il pranzo da casa ai propri figli, cosa che attualmente non è possibile, o rivolgersi a una ditta appaltatrice esterna per il servizio mensa. Anche questa ultima opzione è difficilmente praticabile visto che il servizio è gestito dal Comune per tutte le scuole teatine con un regolare appalto ed è stato affidato dalla precedente amministrazione comunale alla ditta Ladisa, che da anni si occupa della refezione scolastica.
Da quando la mensa è ripartita, lunedì scorso, ci sono stati, però, problemi su problemi. Soprattutto per i tempi di consegna dei pasti. E dire che il centro di cottura a cui si appoggia la Ladisa proprio quest’anno si era spostato da Villamagna allo Scalo. A provocare i disagi sono state anche le nuove regole anti-Covid che hanno reso più complicato il servizio. Il sindaco Diego Ferrara è intervenuto già ai primi disagi convocando una riunione in Comune in cui si è cercato di capire come potessero essere superate le criticità, ma i disagi restano. (a.i.)