Minibus con dirigenti-autisti e pranzo in città: le trasferte del Chieti calcio “pignorato”

28 Febbraio 2026

L’allenatore: «È come in un videogame, ogni settimana c’è un livello più difficile». E spunta un altro decreto ingiuntivo da 60mila euro dello sponsor Smart Energy

CHIETI. Pranzo in città e dirigenti autisti alla guida di quattro minibus da nove posti per portare la squadra a Monticelli. No, non è il programma di una gita domenicale fuori porta. È il piano B preparato per la trasferta di domani del Chieti calcio contro l’Atletico Ascoli dopo il pignoramento del pullman di proprietà per il mancato pagamento di un debito di oltre 38mila euro verso l’avvocata Tiziana Schipani, che ha fornito assistenza al club sotto la precedente gestione di Ettore Serra. Il provvedimento è stato trascritto appena quattro giorni fa nel Pubblico registro automobilistico, certificando nero su bianco il blocco del veicolo. Un debito generato da Serra e non saldato dall’attuale società guidata dal patron Altair D’Arcangelo e dal presidente Gianni Di Labio.

E adesso anche altri creditori bussano alla porta. Quello della Schipani – che aveva assistito l’ex dg neroverde Demetrio Sartiano nel procedimento mosso dal calciatore Luigi Palumbo finito fuori rosa – non è l’unico decreto ingiuntivo diventato esecutivo. C’è n’è un altro di 61mila euro della Smart Energy, il gruppo torinese portato nell’estate del 2024 dall’ex presidente Daniele Ferro, che versò soldi nelle casse societarie prima che il patron D’Arcangelo disse, ostentando, che il Chieti rinunciava ad ogni forma di sponsorizzazione. Soldi, mai restituiti, che ora la Smart Energy rivuole indietro.

«Si mangia a Chieti e si parte con i pulmini». É questa la comunicazione data dalla società al tecnico Francesco Del Zotti e alla squadra. Il presidente Di Labio e gli altri dirigenti hanno contattato diverse aziende per reperire un pullman sostitutivo, ma nessuna ha dato la disponibilità. Ogni tentativo è caduto nel vuoto. La soluzione? Si va a giocare con quattro pulmini da nove posti. Partiranno in trenta tra giocatori e staff. Il ritrovo, come sempre, è previsto allo stadio Angelini. La novità è che la squadra pranzerà alle 11 al ristorante Amadeus, a Brecciarola. L’anomalia non sta nella scelta del locale, già frequentato dai neroverdi, ma nel fatto che è la prima volta che la squadra mangia a Chieti e poi si mette in viaggio in occasione di una trasferta fuori regione. È un altro segnale dei venti di crisi che soffiano da mesi sulla società teatina. Dopo il pranzo, intorno a mezzogiorno, è prevista la partenza per raggiungere il campo Don Mauro Bartolini di Monticelli e affrontare l’Atletico Ascoli (fischio d’inizio alle 14,30).

I problemi per il Chieti non finiscono mai. I giocatori sono da mesi senza stipendi e non credono più alle promesse della società. L’ultima sarebbe quella di pagare una mensilità la prossima settimana. Ora, come se non bastasse, si aggiungono anche le difficoltà nell’organizzare la prossima trasferta perché il pullman ufficiale rimarrà parcheggiato nel piazzale dello stadio Angelini. «Sembra di essere in un videogame», dice il tecnico Del Zotti, «dove ogni settimana si supera un livello e se ne presenta uno più difficile. Dispiace perché per colpa degli avvenimenti esterni non riusciamo mai a dare entusiasmo al nostro percorso». «È un debito vecchio generato da Serra», commenta Omar Trovarello, consulente di mercato dei neroverdi, «abbiamo provato a trovare un altro pullman, ma nessuno ci ha dato la disponibilità. Ci stiamo organizzando con i pulmini di nostra proprietà. Non importa come andremo ad Ascoli: a piedi, con l’autostop o in treno, l’importante è fare risultato».

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