Morto a Madrid dopo il ricovero, San Vito in lutto

30 Marzo 2026

In tanti si domandano quale sia stata la causa che ha portato al decesso di Antonio “il capitano”. E la squadra dove lui aveva giocato lo ricorda con commozione a Elice

SAN VITO CHIETINO. Sul campo comunale di Elice il match tra l'Elicese e il San Vito '83 ha travalicato i confini di un semplice evento sportivo. È stata una testimonianza d'amore e di dolore, con tutti i giocatori stretti in un unico abbraccio per onorare la memoria di Antonio Di Giovanni, soprannominato “il capitano”. Il giovane di 22 anni morto in un hotel di Madrid in Spagna, aveva in passato fatto parte della scuola calcio “I pulcini del San Vito '83”.

I biancazzurri di mister Contini sono scesi in campo con il morale scosso, determinati a ricordare la figura di Antonio. Una tragedia sulla quale restano molti interrogativi. Il giovane, dieci giorni fa, aveva accusato un malessere dopo un giro in barca in compagnia del fratello e del cugino. Subito c’era stata la corsa in ospedale per i controlli e dopo qualche ora in osservazione, Antonio era stato dimesso. Una decisione che oggi, a San Vito alimenta dubbi e sgomento, poiché "il capitano" non si è più risvegliato dal sonno nella camera d'albergo.

Eppure l’autopsia ha rivelato: decesso per cause naturali. Ma c’è forse qualcosa che non è stato rilevato nel corso del breve ricovero in ospedale a seguito del malore? E qual è stata la causa del malessere accusato dal “capitano”? Antonio viveva da qualche anno con la famiglia a San Vito Chietino paese, proveniente da San Vito Marina, ma portava orgogliosamente dentro di sé le sue origini partenopee, un tratto che ne delineava la sua vitalità. Era un esempio di maturità rara: da quattro anni si rimboccava le maniche con dedizione nel suo lavoro stagionale al Trabocco San Giacomo, e contemporaneamente portava avanti con profitto gli studi universitari in Fisioterapia.

Sabato pomeriggio, i funerali svolti nella chiesa della Madonna del Porto hanno visto una grande e commossa partecipazione. La bara bianca è stata avvolta dall'abbraccio di un intero paese fermo per l'ultimo addio, tra il lancio di palloncini e un silenzio irreale. Alle esequie ha preso parte il sindaco Emiliano Bozzelli.

E per tributare la memoria del loro amico ieri ogni calciatore del San Vito ’83 ha indossato la fascia nera al braccio in segno di lutto, osservando un minuto di raccoglimento prima del fischio d'inizio. L’allenatore Roberto Contini, il presidente Valerio Catenaro e tutta la società hanno guidato la formazione in una giornata difficilissima, dedicata ad Antonio.

Sul campo, il San Vito ’83 ha trovato la forza di stringersi ancora di più, conquistando una vittoria di misura per 0-1 (Elicese- San Vito '83): un successo dal valore speciale, nel ricordo del “capitano”. Rimane a San Vito una ferita profonda, l’amarezza per un destino crudele che ha spezzato i sogni di un giovane che stava costruendo il proprio futuro tra studio, lavoro e nuove passioni. Un percorso interrotto, che lascia un segno indelebile nel cuore di tutti i suoi cari e nell’affetto di quanti lo hanno conosciuto e stimato.

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