Morto Dominick Salvatore, fondò la Libera Università Mediterranea

29 Gennaio 2026

L’economista originario di Villa Santa Maria è deceduto negli Usa a 86 anni. L’omaggio del rettore Garzoni: «Fino all’ultimo momento ha accompagnato generazioni di studenti»

VILLA SANTA MARIA. Un figlio dell’Abruzzo, economista di fama internazionale e fondatore della Lum, la Libera Università Mediterranea dove insegnava Economia politica. Dominick Salvatore, nato a Villa Santa Maria dove ha vissuto l’infanzia prima di trasferirsi negli Usa, si è spento all’età di 86 anni. Una figura dal pensiero scientifico originale nel panorama internazionale, impegnato sui grandi temi dell’economia politica e monetaria. Profondamente legato alla sua terra d’origine, Salvatore si era laureato in economia negli Stati Uniti, ottenendo un dottorato di ricerca.

Ha insegnato alla Fordham University, dapprima come professore ordinario, poi in veste di direttore ed è stato un punto di riferimento globale in materia di economia internazionale. Nel corso della sua lunga carriera ha ricoperto prestigiosi incarichi: presidente dell’associazione Nord americana di Economia e Finanza, vicepresidente dell’Accademia delle Scienze di New York, consulente delle Nazioni Unite, della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. Ha collaborato con importanti testate italiane come Il Sole 24 Ore ed è stato spesso ospite di trasmissioni televisive italiane.

Nel 2014 gli è stata conferita, dal Consiglio regionale d’Abruzzo, l’onorificenza di ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo su proposta del consigliere regionale Alessio Monaco, capogruppo Avs, che lo ricorda così: «Dominick Salvatore è stato l’emblema di quella emigrazione abruzzese che, pur partendo da piccoli centri, ha portato nel mondo talento, competenza e passione, dando prestigio alla nostra terra. Un uomo che ha saputo tenere vive le proprie radici pur vivendo da protagonista sulla scena internazionale. La notizia della sua scomparsa», dice Monaco, «colpisce profondamente non solo la comunità abruzzese, ma anche il mondo accademico e istituzionale internazionale. Ricordo con particolare emozione il conferimento dell’onorificenza di ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo: un momento importante, che ha voluto rendere omaggio non solo al suo spessore accademico, ma anche alla sua storia personale e al forte legame con la sua terra d’origine. Alla sua famiglia e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato va il mio pensiero più sincero e riconoscente».

Nonostante l'età avanzata, Salvatore non aveva interrotto il suo impegno accademico: «Fino all’ultimo ha accompagnato», ricorda il rettore della Lum, Antonello Garzoni, «collegandosi a distanza da New York, generazioni di studenti nella comprensione del funzionamento delle grandi istituzioni economiche e finanziarie nel governo dei mercati monetari internazionali». Una carriera accademica che lo avevano portato a ricoprire le più importanti cattedre internazionali: professore emerito di Economia e direttore del Global Economic Policy Center alla Fordham University di New York e professore onorario alla Shanghai Finance University, alla Nanjing University, alla Hunan University e all'Università di Pretoria. Autore del libro, "Teoria e problemi di microeconomia", tradotto in 18 lingue, tra i testi più venduti al mondo.

Nel 2010 è stato nominato per la medaglia nazionale della Scienza conferita dal presidente degli Stati Uniti. Nella sua carriera accademica, Salvatore ha tenuto oltre 600 conferenze e più di 500 seminari in tutto il mondo, ricevendo numerosi e ambiti riconoscimenti, tra i quali il premio “Achievement Award” conferitogli dalla City University di New York. È stato insignito dell'Ordine della Minerva dall'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara. Nel 1997, due anni prima dell’introduzione dell’euro come unità di conto virtuale, ha avanzato delle perplessità riguardo all'unione monetaria in Europa in un articolo scientifico pubblicato su "The American Economic Review", in cui affermava che: «Muovere verso una compiuta unione monetaria dell'Europa è come mettere il carro davanti ai buoi» e che «questa è la ricetta per problemi futuri».

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