Musumeci: «Bene i lavori a Chieti»

Il ministro, ospite a “Porta a Porta” su Rai 1, ha citato il caso teatino come modello di intervento
CHIETI. «Sono i sindaci i primi custodi del loro territorio. Casi come in Sicilia? A Chieti c’è un quartiere della città che è assolutamente a rischio. Lì è già in corso la procedura per costruire gli alloggi necessari». A parlare è il ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare, Nello Musumeci, che – ospite di Bruno Vespa negli spazi del programma Porta a porta su Rai 1 – ha portato il caso della Commissione frane di Chieti come esempio virtuoso nel panorama delle emergenze in Italia legato al dissesto idrogeologico: il tema è il caso di Niscemi, nel consorzio comunale di Caltanissetta in Sicilia, dove una frana che si estende per circa quattro chilometri ha costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare in fretta le proprie abitazioni.
Un disastro per molti annunciato, su cui il ministro si è pronunciato ospite del format del giornalista aquilano: «Bisogna iniziare a pensarci adesso, subito», ha spiegato Musumeci nel corso della trasmissione a proposito del ricollocamento degli abitanti costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, «perché altrimenti gli sfollati rischiano di restare tali per anni. Dobbiamo ragionare su dove costruire, il governo è pronto insieme alla Regione per investire e realizzare tutti gli alloggi necessari». Incalzato da Vespa sui casi gemelli a quello di Niscemi nel resto d’Italia, il ministro ha citato Chieti parlando del quartiere Santa Maria, a rischio e con due palazzine già abbattute: «Lì abbiamo organizzato già tre incontri e sono subito partite le procedure», ha spiegato.
Lo scorso anno il ministro aveva infatti incontrato a Roma, nella sede del Ministero, i vertici della Regione Abruzzo accompagnati dai sindaci di Chieti e Bucchianico, nel corso di un vertice per programmare gli interventi e i fondi da stanziare per dare una nuova abitazione ai cittadini costretti ad abbandonare le case soggette al rischio frane, fissando i “Cas” (Contributi di autonoma sistemazione, ndr).
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