Primo bilancio di Paolini «Stop ai nuovi mutui per i debiti in aumento» 

Oggi in aula il rendiconto 2021 della giunta subentrata a novembre L’assessore Ranieri: sarà un anno complicato per la spesa corrente

LANCIANO. Prudenza. È la parola d'ordine del primo documento finanziario dell'amministrazione Paolini a 8 mesi dall'insediamento a Palazzo di città e dopo 10 anni di amministrazione di centrosinistra a guida del sindaco Mario Pupillo. Il rendiconto di bilancio, che traccia la linea amministrativa dell'anno appena concluso, viene discusso oggi in consiglio comunale come unico punto all'ordine del giorno a partire dalle 14,30. Il documento approda in consiglio leggermente in ritardo rispetto ai tempi stabiliti, una situazione questa, che è conseguenza dell'incertezza economica e finanziaria post Covid e post guerra in Ucraina comune a parecchi enti, tanto che il Governo ha concesso una proroga al 30 giugno.
GLI INVESTIMENTIIl ritardo dell'insediamento dell'amministrazione, che è operativa da novembre a seguito del turno di ballottaggio, ha comportato, come spiegato dall'assessore alle Finanze, Danilo Ranieri, «un condizionamento su nuovi investimenti». A rendere maggiormente cauto l'esecutivo è stata anche la crescita dell'indebitamento complessivo, che sale di 217.813 euro, da 50.466.019 euro del 2020 a 50.683.832 euro del 2021. Di qui la scelta di non ricorrere a nuovi mutui.
IL TORRIERIA farne le spese una delle opere più complesse su cui aveva lavorato la ex giunta Pupillo: la riqualificazione del comparto Torrieri. «Abbiamo differito la prima trance del mutuo che avremmo dovuto contrarre di 600mila euro (su 1.888.000 euro complessivi, ndc)», spiega Ranieri, «su cui si era già impegnata la precedente amministrazione. Prudenza che, a posteriori, è stata davvero provvidenziale considerato che per il Torrieri, di recente, abbiamo ampliato la visuale e visione culturale del sito, inserendolo in una progettazione e richiesta di finanziamento Pnrr, sperando che venga ammesso. Aver contenuto l'aggravio del debito del 2021 ci ha fatto entrare in una migliore condizione nel 2022 che, di contro, già dai primi mesi si è rivelata difficile dal punto di vista dell’aggravio della spesa corrente per gli aumenti di utenze, carburanti e materiali».
LE VOCI NEGATIVENel bilancio 2021 è cresciuto esponenzialmente il fondo rischi ed oneri, passato da 935.304,68 euro del 2020 ad 1.548.430 euro del 2021, in larga parte dovuto ai contenziosi giudiziari a cui l’ente risulta esposto. «Altra negatività», prosegue il vicesindaco e assessore alle finanze, «è la diminuzione del valore delle immobilizzazioni immateriali, in particolare delle quote di società partecipate che cala da 3.500.846 euro del 2020 a 719.265 euro del 2021, perdita che si annota per la liquidazione della quota che il Comune aveva nella Isi srl, poi sciolta».
IL FUTURO«Il 2022 e forse anche il 2023 saranno annualità di esercizio molto complicate sul fronte della spesa corrente per le utenze», avverte Ranieri, «come amministratore sono e siamo molto preoccupati e proporzionalmente prudenti. È necessario che il governo intervenga con i fondi come aveva fatto per il Covid negli anni 2020 e 2021, altrimenti si rischia un grave vulnus a tutte le categorie, in particolare a quelle socialmente più svantaggiate rispetto alle quali gli enti locali rischiano di essere gravemente insufficienti in termini di mantenimento di erogazione di servizi».
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