Riaprono le fabbriche e alla Silda torna il presidio

Pilkington, ferie finite per metà dei lavoratori. La Denso rinnova gli impianti Gissi, operai davanti alla ex Golden Lady. I sindacati: la gestione ai dipendenti

VASTO. Da ieri Pilkington e Denso hanno riaperto i cancelli dei due colossi industriali. Solo il 50% dei dipendenti del colosso vetrario ha ricominciato a lavorare. Altri 700 lavoratori torneranno in fabbrica fra una settimana. Ancora meno il numero di operai della Denso tornati al lavoro ieri mattina. Il periodo di ferie per il colosso giapponese metalmeccanico è stata l’occasione per rinnovare gli impianti e ultimare gli investimenti. Sono rimasti tristemente chiusi i cancelli di molte fabbriche della Val Sinello. Alla Silda Invest dopo la pausa di Ferragosto i lavoratori hanno ripreso a presidiare la fabbrica in attesa della trasferta romana. «La riconversione è fallita. La ex Golden Lady va ridata ai lavoratori», afferma Giuseppe Rucci, segretario provinciale della Cgil.

Il settore metalmeccanico. Per settemila lavoratori di 120 aziende del comprensorio legate al settore metalmeccanico la ripresa produttiva è carica di incertezze. L’attenzione è puntata soprattutto sulle case automobilistiche alle quali è legato il futuro dell’indotto vastese. La Denso punta al rilancio grazie a nuovi prodotti e a un corposo investimento. I lavoratori della Pilkington avranno per due anni contratti di solidarietà sperando che nel frattempo l’economia riprenda a marciare. I sindacati invocano maggiore attenzione dalle istituzioni per il rilancio dell'indotto.

Il tessile e il manifatturiero. La crisi si sente pesantemente soprattutto in Val Sinello. Diverse le aziende già andate via. Presto anche il Pantalonificio d’Abruzzo si trasferirà altrove. Per i 300 lavoratori della ex Golden Lady prosegue l’odissea. La New Trade lavora ormai pochissimo e la vicenda Silda Invest ha tenuto banco tutta l’estate. «Di fatto ci sono più di 300 lavoratori che hanno perso il lavoro per la seconda volta nel giro di un anno», ricordano i sindacati. «Silda non ha mantenuto neppure l’accordo sui pagamenti. Aspettiamo fiduciosi l’intervento della magistratura alla quale abbiamo presentato un esposto e la richiesta di fallimento», affermano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. «Al di là di questo, è importante riuscire a vincere la partita che si giocherà a Roma l’11 settembre. Dobbiamo convincere il governo che la riconversione della ex Golden Lady non c’è stata e la fabbrica va riaffidata ad altri imprenditori capaci di portare lavoro nel Vastese», insistono Arnaldo Schioppa (Uil) e Giuseppe Rucci (Cgil). I sindacati rinnovano l’invito a tutti i politici del territorio a fare fronte comune per reclamare il diritto al rispetto degli accordi presi un anno fa. «Il pullman dell’11 settembre deve essere il bus dei diritti e della rinascita. Quello che è accaduto ai lavoratori della ex Golden Lady non deve accadere più». (p.c.)

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