Targa ai daspati, il sindaco Ferrara non parla: «Al massimo scriveranno di “silenzio imbarazzato”»

21 Gennaio 2026

La strategia nelle chat riservate del primo cittadino di Chieti. L’evento presentato nella sua stanza: il Comune sapeva del premio alla Curva Volpi

CHIETI. Diego Ferrara è un sindaco dallo sguardo lungo, capace di abbracciare con un solo post su Facebook gli scenari più complessi della politica internazionale. È un osservatore attento delle dinamiche globali, sempre pronto a dire la sua con grande acume. Eppure, per uno strano paradosso, sembra avere qualche difficoltà a mettere a fuoco ciò che accade davanti ai suoi occhi, nel cortile di casa. Anzi, per essere più precisi, nella sua stessa stanza. E non stiamo parlando di metafore o di figure retoriche, ma del suo ufficio in Comune. È proprio lì, dove amministra la cosa pubblica teatina, che è stata presentata ufficialmente la festa provinciale dello sport organizzata dal Coni. Quella stessa festa che poi, tra un applauso e l’altro, ha visto consegnare un premio alla Curva Volpi del Chieti calcio. Un riconoscimento finito nelle mani di sei rappresentanti, tra i quali spiccavano quattro ultrà colpiti da Daspo. Persone a cui la legge vieta di avvicinarsi agli stadi per periodi compresi tra i due e i nove anni, ma a cui le istituzioni locali hanno permesso di salire sul palco per ricevere una targa in segno di gratitudine. Il giorno della presentazione, va detto, il sindaco non c’era. A fare gli onori di casa ci ha pensato l’assessore allo sport Manuel Pantalone, che ha poi presenziato anche alla cerimonia vera e propria, venerdì scorso, all’auditorium di Lettere dell’università d’Annunzio. E non era solo: in rappresentanza del municipio c’era anche l’assessora Chiara Zappalorto. Dunque, l’amministrazione era presente, visibile e coinvolta. Eppure, di fronte allo spettacolo di tifosi ritenuti violenti dal questore che vengono pubblicamente applauditi, anche davanti ai bambini delle scuole, la politica di Chieti ha avuto una reazione compatta e trasversale: il silenzio assoluto.

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