Vasto, vetrine prese a sprangate: danni anche a una pescheria

Nel negozio “Il re del pesce” non c’era nulla. Bastone di ferro gettato all’interno. Le indagini puntano sull’atto vandalico. Il titolare: "Non mi ferma nessuno"

VASTO. Entrambe le vetrine infrante e lo strumento di distruzione, una spranga di metallo, gettato in segno di sfida all’interno del locale. Non è cominciata nel migliore dei modi ieri la giornata per M.C., titolare della pescheria “Il re del pesce" in via Pitagora. «Quando sono arrivato al lavoro ha trovato questa bella sorpresa», racconta l’uomo. Accanto a lui la spranga dei teppisti. La spaccata è stata fatta durante la notte. Più che un tentativo di furto (la pescheria di notte è vuota e non c’è niente in cassa) il gesto fa pensare ad un atto vandalico o ad un dispetto. Chiunque sia l’autore si è accanito contro le vetrate del negozio, sfondandole. Superata l’amarezza, il titolare della pescheria ha aperto ugualmente il locale, esponendo la merce e postando le foto del raid su facebook. «Il re del pesce va avanti», ha scritto M.C. sulla sua pagina.

Il raid. Ha tutta l’aria di essere stato un dispetto il raid compiuto la notte fra lunedì e martedì in via Pitagora ai danni della pescheria di M.C..I residenti hanno sentito i colpi e i rumori delle vetrate in frantumi ma nessuno di loro ha pensato a un atto vandalico. Eppure l’autore ha colpito più volte le vetrate: almeno dieci i colpi fino a quando le lastre non hanno ceduto. Poi il bastone è stato lanciato dentro il locale. M.C. è amareggiato e stupito. Il commerciante ha presentato una denuncia contro ignoti. Ancora una volta il centrodestra invita il sindaco Luciano Lapenna ad accendere le telecamere per porre un freno ai raid notturni. Non è la prima volta che un operatore ittico viene preso di mira.

I precedenti. I residenti del centro storico ricordano ancora l’esplosione di una bomba carta contro la porta della pescheria “Da Alberto”, in via Santa Maria Maggiore. Il fatto avvenne il 25 febbraio 2012. È datato 27 aprile 2013, invece, l’attentato contro la pescheria di corso Vittorio Emanuele a Gissi: un grosso raudo simile a quelli che le tifoserie spesso fanno esplodere negli stadi per festeggiare i loro beniamini, facilmente acquistabile ovunque e da chiunque, affossò la saracinesca mandando in frantumi i vetri delle finestre di un appartamento sovrastante il locale. Diverse anche le auto dei pescatori andate a fuoco.

Le indagini. Per gli investigatori che indagano su quanto accaduto in via Pitagora più che un attentato contro qualcuno, questa volta si è trattato di un atto teppistico. Il titolare della pescheria, del resto, è conosciuto da tutti e viene definito come un tranquillo e bravo negoziante. Ha una clientela affezionata che ieri si è mostrata molto dispiaciuta per l’accaduto. L’uomo assicura di non avere nemici nè di avere litigato con qualcuno in particolare. Chiunque sia l’autore della bravata ha compiuto un’azione scellerata e senza senso.

Paola Calvano

©RIPRODUZIONE RISERVATA