Vieta di portare a bordo i carrelli porta spesa, picchiato un autista della Tua

4 Aprile 2026

L’aggressione alla stazione dello Scalo. La denuncia del sindacato Faisa-Cisal: «Categoria poco tutelata»

CHIETI. Un divieto ha fatto scattare l’ira dei quattro membri di una famiglia (madre, padre e due figli adulti) che si è trasformata, dopo pochi secondi, in un’aggressione. L’ennesima ai danni degli autisti dei pullman: questa volta la vittima è un 34enne pescarese alla guida dell’autobus extraurbano Tua che da Pescara arriva all’Aquila. La battuta d’arresto è arrivata nello spiazzo davanti alla stazione di Chieti Scalo: il giovane autista ha impedito ai quattro membri di una famiglia che doveva salire a bordo, di portare con sé sul pullman dei carrelli porta spesa stracolmi di oggetti (tra cui delle bottiglie di vetro), invitandoli a lasciare tutto all’interno della bagagliera. Di tutta risposta, i quattro hanno reagito aggredendo tutti insieme l’autista spintonandolo ripetutamente, fino a quando uno di loro non ha scagliato un pugno contro la spalla del 34enne, che ha subito allertato le forze dell’ordine. L’autista, con una prognosi di sette giorni per l’aggressione subita, ha denunciato i quattro assalitori.

«È un fatto gravissimo», spiega il segretario provinciale di Pescara Faisa-Cisal, Filippo Tassinari, «che segna l’ennesima aggressione ai danni di un autista del trasporto pubblico locale. La nostra segretaria nazionale, in prima linea da anni nella lotta contro fatti come questo, ha recentemente intrapreso una battaglia che ha portato alla creazione di alcuni emendamenti al decreto sicurezza che nel suo testo iniziale non prevedeva alcuna tutela per il personale viaggiante delle autolinee pubbliche». Ma il problema, che torna a ripetersi a distanza di poco tempo tra un episodio e l’altro, coinvolge anche l’azienda: «Da anni ci battiamo perché venga garantita», conclude Tassinari, «più sicurezza per gli autisti, con pulsanti per il pronto intervento e gabbiotti chiusi alla guida, ma in questo senso c’è ancora da fare».

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