Addio a Clair Bretécher, matita dei Frustrati

12 Febbraio 2020

La fumettista francese aveva 79 anni, nelle sue strisce sferzava «i conformisti dell’anticonformismo»

PARIGI. È morta all’età di 79 anni Claire Bretécher, tra le più importanti fumettiste francesi, celebre per le sue strisce satiriche apparse tra gli anni ’60 e i ’90 – i Frustrati tra tutti, ma anche Agrippina e Cellulite pubblicate in Italia su Linus e poi raccolte in volume da Bompiani.
Nata a Nantes il 7 aprile 1940 e trasferitasi a arigi all’età di 19 anni arriva alla fama dopo una lunga gavetta iniziando il suo viaggio nel mondo del fumetto con René Goscinny, lo sceneggiatore di Asterix e Lucky Luke, nel 1963, frequentando Uderzo, che li disegnava, e Peyo, il creatore dei Puffi: era “la banda dei belgi”. Unica donna in un mondo di uomini, riesce a farsi strada a suon di invenzioni. Dal 1967 dà vita alla striscia comica Le Gnangnan, tre bambini dalla testa tonda che sferzano il mondo degli adulti comparsi sul settimanale a fumetti per ragazzi Spirou. Collabora anche per le riviste Tintin, Pilote, prima di fondare, nel '72, L'Écho des savanes, con i fumettisti Gotlib e Nikita Mandryka. A 43 anni, nell'83, riceve il Grand Prix de la ville d'Angoulême, uno dei riconoscimenti più importanti del mondo del fumetto francese. Nello stesso anno sposa il costituzionalista Guy Carcassonne (1951-2013), da cui ebbe un figlio, Martin. Nel 2001, una delle sue creature arriva in televisione, con la serie a cartone su Agrippina per Canal +. Il suo cinismo e la sua lucida ironia non scherzano solo con la sinistra: Bretécher tratta anche con il mostro sacro degli anni ’70 , il femminismo francese. Lo fa con cellulite, principessa ninfomane dal naso a trombetta. Mentre nel 1980 trasforma santa Teresa d'Avila in una femminista ante-litteram. Nel 1976 viene definita da Roland Barthes «migliore sociologo dell’anno» e la sua pagina dei Frustrati è, per Jean Daniel, «in profondità, al secondo livello, una delle cronache più efficacemente politicizzate del nostro settimanale». Secondo Florence Montreynaud, i «conformisti dell’anticonformismo» ritratti dai Frustrati di Bretécher «sono anche i lettori del Nouvel Observateur», cioè «gli snob, i figli dei borghesi sinistroidi, i deboli, i duri, i sessisti, le femministe, i genitori lassisti e i loro orrendi marmocchi viziati». Un lettore assiduo e collaboratore occasionale del giornale, rendendole omaggio, ammise inoltre che quello che lo preoccupava era che «il frustrato, è il mio ritratto».
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