Guardiagrele

Montemezzo, la sua opera a Londra: «La donna tra fragilità e forza»

29 Agosto 2025

La pittrice ritrattista romana, che risiede a Guardiagrele, è l’autrice dell’opera selezionata per l’esposizione del progetto The Paradox of Presence alla Espacio Gallery di Bethnal Green Road 159 di Londra visitabile fino al 6 settembre

GUARDIAGRELE. Una giovane donna, immersa nei propri pensieri e seduta in primo piano: il suo sguardo sfiora lo spettatore ma non lo incontra, come se osservasse un punto interiore, lontano e inafferrabile. Alle sue spalle, un paesaggio urbano definito da volumi geometrici e cromie vibranti disegna uno spazio straniante, quasi onirico. Il silenzio diventa protagonista, amplificato da luci taglienti e vuoti narrativi. Una figura maschile, appena percepibile, si dissolve nell’ombra in fondo alla scena, aggiungendo una tensione sottile e una dimensione relazionale appena accennata. Con una composizione essenziale e un uso attento della luce, viene suggerito un momento di pausa e introspezione. È Silent Reflection, l’opera pittorica della ritrattista romana Ambra Montemezzo, residente da anni a Guardiagrele, e in cui orchestra un incontro tra figurazione realista e architettura mentale, scolpendo un istante di sospensione tra presenza e assenza, tra interno ed esterno. L’opera è stata selezionata per l’esposizione del progetto The Paradox of Presence alla Espacio Gallery di Bethnal Green Road 159 di Londra ed è visitabile da oggi al prossimo 6 settembre.

«Questa serie di opere», spiega l’artista, «esplora la tensione tra il desiderio di presenza e la difficoltà di esserci davvero. La vita urbana, le distrazioni e i pensieri quotidiani creano un distacco che trasforma gli spazi in luoghi freddi, diffidenti, quasi privi di anima. Al centro della mia ricerca c’è la dualità tra fragilità ed energia femminile: una forza invulnerabile, ma resa precaria in una società che spesso trasforma le donne in oggetti di osservazione. Essere viste, ma non riconosciute, genera ansia, attesa, un costante stato di sospensione. Un’attesa alla fermata del tram, l’arrivo di un treno, l’aspettare qualcuno che forse non arriverà: momenti quotidiani che si dilatano, avvolti da un senso di inquietudine. La penombra e i luoghi poco sicuri amplificano la vulnerabilità. Essere viste ma non realmente riconosciute», sottolinea Ambra Montemezzo, « crea il paradosso della presenza: una condizione in cui la visibilità non significa accettazione, ma un'esperienza di solitudine resa più evidente dagli sguardi altrui. Queste sensazioni prendono forma in paesaggi metafisici, dove il tempo sembra sospeso e gli spazi diventano scenari enigmatici, geometrici e silenziosi. Le architetture rigide e vuote evocano un senso di attesa e di alienazione, creando un'atmosfera che richiama la pittura metafisica di De Chirico. In questi ambienti, gli oggetti e le prospettive si deformano, suggerendo un senso di smarrimento, dove la solitudine si fa più tangibile e il rapporto con l'ambiente diventa estraniante. La donna, tanto reale quanto evanescente, è il punto di connessione tra la rigidità della città e l’identità che cerca di emergere. Il suo equilibrio è fragile, reso ancora più instabile quando la solitudine non è una scelta ma una condizione imposta».

Ambra Montemezzo, nata a Roma nel 1984, ha sempre trovato ispirazione nel caos vitale della città, un universo in continuo movimento dove l’individuo si definisce attraverso il dialogo con gli spazi urbani e le persone che li abitano. Ambra racconta la tensione tra appartenenza e solitudine, catturando nei suoi dipinti legami invisibili e gesti sospesi che resistono al tempo e allo sguardo distratto delle metropoli, esplorando il contrasto tra presenza e assenza. Dopo aver studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, ha affinato la sua tecnica nella pittura su tela con colori acrilici, approfondendo al contempo il linguaggio delle tecniche grafiche. Il suo percorso si è arricchito ulteriormente grazie a un’esperienza formativa presso l’Atelier Contrepoint a Parigi, dove ha ampliato la sua ricerca sulla composizione e il segno pittorico. Il suo lavoro ha ottenuto riconoscimenti in esposizioni nazionali e internazionali a Roma, Milano, Firenze, Vienna, Parigi e Madrid.

©RIPRODUZIONE RISERVATA