Pietro Taricone

Taricone sette anni dopo: «Pietro è sempre con noi» 

Parla Rita Ciofani, madre dell’attore di Trasacco morto in un lancio col paracadute: «Dopo il Grande Fratello si defilò, la sua ambizione era il grande cinema»

TRASACCO. Sono passati sette anni da quel tragico 28 giugno 2010 in cui Pietro Taricone, durante un volo col paracadute, a Terni, si è schiantato al suolo. Ma Trasacco non lo ha dimenticato. Per rendersi conto di quanto si senta la mancanza di questo ragazzo, basta farsi un giro per il paese. Solo a sentire il nome di Pietro, tanti si commuovono. Ma chi era realmente Pietro Taricone? Perché era così amato? Perché la sua tomba continua ancora a essere meta di visitatori? La famiglia ha vissuto la tragedia con dignità e riservatezza. Niente interviste, niente partecipazione a trasmissioni di grande ascolto, disposte a pagare qualsiasi cifra. L'unica eccezione l'hanno fatta col Centro il padre di Pietro, Francesco, e la sorella Gabriella, raccontandoci alcuni episodi della vita di Pietro. Importanti per conoscere l'interesse del giovane diventato famoso con la prima edizione del Grande Fratello nel 2000 e poi avviato a una buona carriera televisiva e cinematografica, stroncata dalla morte, a soli 35 anni, in un incidente durante un lancio con il paracadute. Ma non sufficienti a delinearne la poliedrica ed esuberante personalità.
Ora la madre, Rita Ciofani, accogliendoci nella villetta che condivide col marito, ha deciso di parlare del figlio a cuore aperto. A vederla per la prima volta, si rimane colpiti della straordinaria somiglianza con Pietro: stessi lineamenti del viso, stesso sorriso, stessa dolcezza. Nativi di Trasacco, i coniugi Taricone, da giovani, per motivi di lavoro, si erano trasferiti a Caserta. Lei faceva l'insegnante, il marito il direttore di una grossa azienda. Qui sono nati i tre figli: Gabriella, Pietro e Maurizio. Andati in pensione, hanno deciso di tornarsene a Trasacco.
Signora Rita, com'era da ragazzo Pietro?
Attivo, curioso, intraprendente. Se un oggetto lo interessava lo studiava a fondo e provava a ricostruirlo. Aveva una particolare attitudine per l'esplorazione.
A scuola come andava?
Poneva lo studio al primo posto e leggeva molti libri, soprattutto i classici.
Aveva altri interessi?
Sì, lo sport: praticava varie discipline, dalle arti marziali all'atletica. Senza con questo sacrificare lo studio. Pietro prendeva sul serio tutto quello che faceva.
Qual era il suo rapporto con i fratelli?
Era protettivo verso Maurizio, il fratello più piccolo, e la persona a cui la sorella Gabriella, che aveva qualche anno in più, poteva confidare i suoi segreti. Io lo sapevo e cercavo talvolta di convincerlo a svelarmene qualcuno. Ma era un'impresa ardua.
E con gli amici?
Era leale, generoso, altruista, Si faceva in quattro per essi. Se qualcuno era in difficoltà, l'aiutava. Ma era anche un buontempone. Ci provava gusto a fare degli scherzetti e a improvvisarsi animatore affinché nessuno della comitiva si annoiasse.
Questo spiega perché a Trasacco tanti ragazzi non vedevano l'ora che arrivasse l'estate per poter stare con Pietro. E con le persone come si comportava?
Non tollerava le ingiustizie e le prepotenze e detestava le spacconate. Se vedeva qualcuno subire un torto, interveniva subito. Stava sempre dalla parte dei più deboli e degli indifesi.
Può parlarci del suo interesse per lo spettacolo?
Il sogno di Pietro, fin da ragazzo, era quello di diventare un giorno un grande attore. La partecipazione al Grande Fratello la considerava un'occasione da sfruttare per realizzare i propri progetti. L'enorme popolarità che la trasmissione gli aveva dato, però, rischiava di mandare tutto per aria. Si è così defilato, non partecipando a tantissime trasmissioni, che avrebbero voluto averlo come ospite, e si è messo a studiare recitazione. Ha girato alcuni film, anche di successo, ma Pietro sentiva che avrebbe potuto raggiungere ben altri traguardi.
Sul set di "Radio West", nel 2013, Pietro ha conosciuto l'attrice polacca Kasia Smutniak, che diventerà la sua compagna e gli darà un anno dopo una bambina, Sophie. Qual era il suo rapporto con Kasia?
Si amavano ed erano felici.
E con la piccola Sophie?
Era impazzito per la figlia. Quando girava "La nuova squadra", a Napoli, tutte le sere tornava, per qualche ora, a Caserta per stare vicino alla figlioletta. Si presentava sempre con un giocattolo. Nei giorni precedenti alla tragedia diceva che non vedeva l'ora che arrivasse settembre per accompagnare Sophie al primo giorno di scuola.
Kasia ha oggi un nuovo compagno, il produttore Domenico Procacci. Come sono i vostri rapporti?
Buoni. Kasia è molto rispettosa. Il Natale lo si passa insieme e quando può viene a trovarci. E' contenta inoltre se Sophie passa del tempo con noi. E' stata qui la settimana scorsa: è venuta, insieme ai cuginetti e agli zii, per festeggiare il compleanno del nonno. Sophie, che ha oggi 13 anni, è una bambina dolce, matura. Il prossimo anno frequenterà la terza media, all'istituto San George.
Signora Rita, come ha vissuto questi anni?
Tragedie, come quella che mi ha colpito, ti segnano la vita per sempre. Solo se si è mamma si può capire cosa vuol dire perdere un figlio. Pietro, tra l'altro, era nato il giorno del mio compleanno. Alla fine si acquista consapevolezza di quanto accaduto: è così, e non puoi farci nulla. A darmi forza sono i miei splendidi nipotini. Vorrei esprimere la mia gratitudine al sindaco Mario Quaglieri per aver dedicato a Pietro l'Auditorium e ringraziare tutti i cittadini di Trasacco, che, in questi anni, non ci hanno fatto mai mancare il loro affetto.
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