Abusi su una 12enne a Sulmona, chiesto un maxi risarcimento di 200mila euro

Il processo contro il maggiorenne alla svolta: sentenza il 16 giugno. Disposta l’acquisizione degli atti che riguardano la curatela del giovane
SULMONA. Ammonta a 200mila euro la richiesta di risarcimento danni avanzata ieri nei confronti di un 18enne imputato nel procedimento per abusi ai danni di una ragazza di 12 anni di Sulmona. L’istanza è stata presentata dall’avvocata Maria Grazia Lepore, che si è costituita parte civile per conto della famiglia della minore. Il procedimento vede imputati tre giovani, due dei quali minorenni all’epoca dei fatti e già condannati con rito abbreviato a pene detentive. Il maggiore degli imputati è tuttora sotto processo, con decisione finale attesa per il 16 giugno. Nel corso dell’udienza celebrata ieri, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, ha disposto l’acquisizione del fascicolo relativo alla curatela del giovane imputato, accogliendo la richiesta della difesa rappresentata dall’avvocato Alessandro Scelli.
Questo passaggio servirà ad approfondire il percorso personale dell’imputato prima di pronunciare la sentenza. Quindi è stata fissata la data del verdetto che arriverà il 16 giugno. Il giudice si dovrà pronunciare anche sul maxi risarcimento chiesto dai genitori della ragazzina che avevano chiesto la punizione dei responsabili. Un danno in realtà impossibile da quantificare poiché la dodicenne ha appena avviato il percorso di metabolizzazione della violenza che prevede la ricostruzione degli schemi di una relazione sana. I fatti risalgono al 2025 e sono avvenuti da aprile a giugno.
La vicenda raccapricciante è emersa dopo la segnalazione della vittima al numero di emergenza 114, innescando le indagini dei carabinieri di Sulmona. Le verifiche hanno evidenziato un quadro accusatorio grave, con comportamenti reiterati e pressioni psicologiche esercitate anche tramite minacce di diffusione di contenuti sensibili. Durante le indagini, il sequestro dei dispositivi elettronici ha consentito di recuperare materiale video e numerose conversazioni ritenute rilevanti per il procedimento. Il primo approccio era avvenuto nel parcheggio coperto di Santa Chiara dove la ragazzina aveva avuto un rapporto sessuale con il 14enne. Il ragazzino aveva raccontato tutto al maggiorenne e al 17enne e da quel momento per la minore era cominciato l’incubo.
La dodicenne era costretta non solo a compiere e subire atti sessuali, anche completi, ma a farsi immortalare. Uno dei video finiti sotto la lente delle magistratura era durato fino a dodici minuti. Un incubo andato avanti per cinque mesi fino all’agosto 2025 quando la ragazza si è accorta che era finita in rete. Uno dei video era stato infatti condiviso sul gruppo WhatsApp degli amici. È a quel punto che la dodicenne ha deciso di chiedere aiuto al numero unico di emergenza 114, riservato alle vittime di abusi. I tre giovani erano stati arrestati lo scorso 24 ottobre su disposizione della procura distrettuale antimafia e della procura per i minorenni dell’Aquila.
Per il solo imputato maggiorenne il processo è ancora aperto, con accuse di particolare gravità a suo carico: violenza sessuale aggravata in concorso, atti sessuali con minorenne, produzione di materiale pedopornografico e atti persecutori. Intanto dall'inchiesta principale è scaturita l'indagine che riguarda le torture nel carcere di Casal del Marmo dove i due minorenni sarebbero stati picchiati e minacciati per mesi. Il gip del tribunale capitolino ha fissato l'incidente probatorio per il prossimo 4 maggio per cristallizzare il quadro delle accuse.
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