Baracca trasformata in una villa: chiesto il giudizio per 5 persone

Rischiano il processo il proprietario dello stabile, il titolare della ditta, 2 progettisti e il direttore lavori. Sono tutti accusati di abuso edilizio per l’opera realizzata su un’area classificata come parco urbano
SULMONA. Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti, ha chiesto il processo per cinque persone, indagate per l’abuso edilizio in via Tratturo, ossia la baracca che si è trasformata in villa, in un’area classificata come parco urbano territoriale. L’udienza predibattimentale, nel corso del quale si dovrà stabilire se ricorrono i presupposti per andare a processo, è stata fissata per il 21 luglio. Sul banco degli imputati sono finiti il proprietario della palazzina, il titolare della ditta assieme ai due progettisti e il direttore dei lavori. La Procura contesta ben sedici violazioni ai cinque accusati, a vario titolo, di aver realizzato «opere volte alla trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza la prescritta autorizzazione sostanziale». Inoltre, sempre secondo l’accusa, i cinque «hanno programmato un intervento non finalizzato al recupero di fabbricati preesistenti di cui fosse conservata traccia, non avendo gli immobili oggetto di ristrutturazione caratteristiche funzionali o identitarie con quelle dell’unico corpo di fabbrica da realizzare». La storia è quella di una baracca che grazie a una sanatoria, è stata oggetto prima di ampliamento con la Legge 43 e poi di demolizione e ricostruzione con il Superbonus 110, in una zona destinata a parco urbano dove, secondo il piano regolatore, non si può costruire, come avevano ricordato i comitati cittadini alla Procura, presentando l’esposto all’origine dell’inchiesta. Una vicenda che era diventata persino un caso politico grazie all’ex consigliera comunale Teresa Nannarone che aveva pungolato l’ex maggioranza dell’amministrazione Di Piero. Dal filone principale dell’inchiesta ne è scaturito un altro a carico di un ex dirigente e due funzionarie del Comune di Sulmona, accusati di falsità ideologica per aver rilasciato pareri favorevoli nonostante profili di irregolarità. Allo stato attuale i dipendenti comunali sono ancora indagati e hanno presentato le memorie difensive. Secondo l’accusa i tre, in concorso tra loro, avrebbero sottoscritto un’autorizzazione paesaggistica datata 17 novembre 2021 per lavori di ristrutturazione urbanistica in un edificio situato in via Tratturo. Il progetto prevedeva la demolizione e la ricostruzione con ampliamento e cambio di destinazione d’uso, con una volumetria complessiva di circa 1.690 metri cubi, ben oltre i 1.000 consentiti per questo tipo di interventi. Il documento, secondo quanto riportato nell’atto d’indagine, attestava falsamente la compatibilità paesaggistica dell’intervento, nonostante l’annullamento di precedenti autorizzazioni da parte della Regione e la presenza di vincoli paesaggistici sull’area interessata.
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