Caporalato e agricoltura, il caso a Celano: «Ormai gli stranieri dettano le regole»

14 Febbraio 2026

Dal casolare dello spaccio alla crisi di braccianti italiani. L’appello del sindaco Santilli: «Combattiamo tutti insieme questo fenomeno»

CELANO. «Combattiamo con fermezza e tutti insieme il fenomeno del “caporalato”». A lanciare l'appello è stato il sindaco di Celano, Settimio Santilli, a margine dello sgombero e della messa in sicurezza di un casolare a Borgo Ottomila trasformato in una centrale dello spaccio. Durante l’assemblea elettiva di Cia-Agricoltori Italiani, che si è svolta giovedì all’auditorium “Enrico Fermi” di Celano, il primo cittadino ha voluto sottolineare quanto sia urgente una risposta corale delle istituzioni e delle associazioni di categoria per sradicare una piaga che danneggia l’intera economia locale.

«Ho ribadito la necessità di combattere con fermezza e tutti insieme il fenomeno del caporalato», ha affermato il sindaco, «che a causa di pochi soggetti finisce per ricadere ingiustamente e negativamente sulla stragrande maggioranza di aziende agricole serie e oneste che rispettano le regole con enormi sacrifici». Il primo cittadino ha tracciato un parallelo storico per evidenziare il cambiamento in corso, ricordando come, fino a vent’anni fa, i campi fossero popolati da donne e ragazzi italiani che finanziavano studi e vacanze con il lavoro stagionale. Un’epoca definita «bella e divertente», che ha ceduto il passo a un mercato radicalmente trasformato, dove la manodopera straniera è diventata strutturale.

«Oggi il mercato della lavorazione dei campi è radicalmente mutato, i tempi non sono cambiati, ma li abbiamo fatti cambiare noi», ha continuato Santilli. «I braccianti stranieri per il comparto sono diventati talmente indispensabili da dettare spesso essi stessi le regole del mercato economico del lavoro agli agricoltori». Santilli ha invitato tutti a una riflessione profonda che eviti analisi superficiali. Il rischio, secondo il sindaco di Celano, è quello di non farsi trovare pronti davanti a un’evoluzione del mercato che correrà in modo sempre più rapido e imprevedibile.

Oltre alla questione sociale il sindaco ha posto l’accento sulla gestione delle risorse idriche, chiedendo tempi certi per la programmazione agricola. «Ribadisco la necessità della convocazione al più presto, e non a giugno, della cabina di regia in prefettura alla presenza di sindaci, associazioni di categoria e Regione», ha concluso, «al fine di pianificare il fermo irriguo estivo condiviso e rispettato da tutti e permettere agli agricoltori di programmare le loro colture con i dovuti tempi».

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