Carrufo, un paese di 40 abitanti assediato dal branco di cinghiali

23 Maggio 2023

Pollai attaccati, giardini invasi e auto danneggiate, ora si temono anche incidenti con la popolazione La Pro loco diffonde le foto e lancia l’appello: «Come possiamo andare avanti? Si rischia l’irreparabile»

VILLA SANTA LUCIA. Una quarantina di abitanti sulla carta, poco più di una decina quelli effettivi. Per lo più anziani. E intorno un enorme branco di cinghiali che staziona nei campi e tiene sotto assedio il paese. L’allarme è scattato a Carrufo, frazione del comune di Villa Santa Luca degli Abruzzi. Quest’ultimo di abitanti – dati Istat alla mano – ne fa 89.
Sono decine gli esemplari di cinghiali, maschili e femminili e con prole al seguito, che si muovono in gruppo intorno al paese. Con ripetute incursioni a caccia di cibo di solitari che escono dal branco e vanno tra le case a fare razzia di galline quando gli va bene, di avanzi nella spazzatura quando gli va male. «Succede ogni giorno, anzi ogni notte», scrive la Pro loco di Carrufo, diffondendo foto emblematiche: ritraggono il branco fuori dalla frazione e gli esemplari per le strade, ma anche le loro orme e la devastazione lasciata nei giardini, nei pollai e negli orti. E poi i danni ad auto e furgoni. Ma la paura di tutti è che prima o poipossa avvenire l’incidente con “gli umani”. La Pro loco lancia l’appello e lo fa con la durezza dell’esasperazione: «Chiediamo, se qualcuno ci ascolta, “come possiamo andare avanti?”. Se dovesse succedere l’irreparabile, per favore, niente palloncini e applausi». In tanti stanno segnalando invasioni e pericoli tramite i social. «L’esemplare solitario della foto è lo stesso che mi si è parato davanti all’uscita del cimitero. Per fortuna che avevo la macchina parcheggiata proprio davanti al cancello», scrive una residente. «A una mia amica, un bestione di 156 chili ha fatto grossi danni all’auto che, per fortuna, è grossa e robusta», scrive un’altra. «Stanno diventando veramente un pericolo, mandate le foto al Comune, spetta alle istituzioni cercare una soluzione», scrive un altro cittadino. E poi, inevitabilmente, c’è chi chiede: «Avevo pensato di venire qualche giorno a Carrufo per fare belle passeggiate: a questo punto me lo sconsigliate?».
La problematica sta coinvolgendo anche le imprese della zona. E l’allevatore di Ofena Dino Rossi, responsabile del Cospa Abruzzo, fa sapere di aver chiamato in causa anche i carabinieri forestali per cercare una soluzione all’invasione di cinghiali.
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