Evade un detenuto ad Avezzano: è caccia all’uomo

8 Aprile 2026

Si tratta di un 30enne condannato per rapina. È stato immortalato alla stazione ferroviaria: si indaga sul metodo della fuga

AVEZZANO. Evasione dal carcere di Avezzano, scattata la caccia al detenuto. Sono ore concitate nel territorio marsicano dopo l’evasione di Roberto Brunello, 30enne brasiliano, dal carcere di San Nicola, avvenuta nel pomeriggio di ieri. L’uomo, trasferito nei giorni scorsi da un istituto penitenziario di Roma, è riuscito ad allontanarsi facendo perdere le proprie tracce, in circostanze ancora in fase di accertamento. È stato visto aggirarsi nei pressi della stazione ferroviaria di Avezzano e filmato dalle telecamere di sorveglianza. Potrebbe aver preso un treno per Roma. La fuga ha fatto immediatamente scattare il piano di ricerca con un rafforzamento dei controlli su tutto il territorio.

Posti di blocco sono stati attivati lungo le principali arterie, mentre pattuglie delle forze dell’ordine stanno monitorando sia il centro urbano sia le aree periferiche, con particolare attenzione agli snodi ferroviari e ai collegamenti verso le regioni limitrofe. Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe espiato la pena nel 2027. Era stato condannato per violazione dei domiciliari e rapina. Non si tratterebbe di un soggetto pericoloso, ma l’attenzione operativa resta alta per garantire la sicurezza e il rapido rintraccio. E intanto occorrerà chiarire come sia riuscito a eludere i controlli interni della struttura.

Non si esclude alcuna ipotesi, da eventuali criticità nei sistemi tecnici di vigilanza fino a possibili complicità di altri detenuti o concause organizzative. Su questo fronte sono già state avviate verifiche interne per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Nel frattempo, la notizia ha suscitato comprensibile preoccupazione tra i cittadini, anche a seguito della diffusione della foto del fuggitivo. Le autorità invitano alla collaborazione, raccomandando di segnalare eventuali avvistamenti senza intraprendere iniziative autonome. Sull’episodio è intervenuto anche Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, che parla di un sistema in difficoltà.

«Abbiamo a che fare con carceri di burro, dove evadere diventa un gioco da ragazzi», afferma, sottolineando come il problema sia strutturale tra sovraffollamento e carenza di organico. Nel caso di Avezzano, a fronte di 53 posti disponibili, i detenuti sarebbero circa ottanta, con una riduzione significativa del personale. Le prossime ore saranno decisive per rintracciare il detenuto e riportare la situazione alla normalità, mentre resta aperto il nodo più ampio legato alla tenuta del sistema penitenziario e alle condizioni operative degli istituti.

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