Filmava gli abusi sulle due nipotine: chiesto nuovo processo per lo zio

Sulmona. Già condannato a 14 anni in primo grado, sentenza annullata in appello per un vizio procedurale, prossima udienza il 5 febbraio. Inquirenti in possesso dei video girati dall’uomo durante le violenze
SULMONA. Torna davanti al giudice il 42enne di origine straniera, avvisato di aver abusato delle sue nipotine di 5 e 14 anni. Lo ha deciso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, che ha fissato l'udienza per il prossimo 5 febbraio 2026. L’uomo era stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione, il 26 settembre dello scorso anno, al termine del processo con rito abbreviato, oltre al maxi risarcimento da liquidare in sede civile e ad una provvisionale immediatamente esecutiva di 25mila euro per i genitori delle due vittime che si erano costituiti parte civile. Tuttavia lo scorso 4 luglio la Corte d'Appello dell'Aquila aveva annullato la condanna che era stata inflitta dal gup del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli. Alla base dell’annullamento un vizio procedurale , ovvero l’irregolarità delle notifiche per la fissazione dell’udienza preliminare, che era stata sollevata dall'avvocata difensore Alessandra Faiella. Gli atti sono quindi tornati in Tribunale e ora lo zio orco dovrà probabilmente affrontare un nuovo processo. Una storia drammatica ed inquietante che era finita sul tavolo della Procura della Repubblica e dei carabinieri della compagnia di Sulmona, nell’autunno del 2022, dopo la denuncia dei genitori delle due ragazzine. La vicenda si era consumata in un’abitazione della vallata peligna. In più circostanze, stando alle accuse, lo zio 42 enne (non convivente) avrebbe avuto approcci intimi con le minori, arrivando perfino ad immortale gli atti sessuali con un telefono. Sostanzialmente, sempre secondo quanto ipotizzato, il 42 enne avrebbe abusato delle ragazzine e si sarebbe filmato mentre poneva in essere atteggiamenti sessuali. A supporto del castello accusatorio ci sarebbero proprio alcuni video, trovati e analizzati dai militari incaricati delle indagini, che avevano posto sotto sequestro il telefono dell’imputato. Atti di cui le bambine avrebbero preso consapevolezza nel tempo, raccontando tutto ai familiari che avevano così provveduto ad allertare le forze dell’ordine. Dalle denunce formalizzate nella stazione dei carabinieri di Sulmona, si era attivato il filone giudiziario, che aveva portato la Procura a chiedere ed ottenere la custodia in carcere per l’uomo. Il 12 ottobre del 2023, nel tribunale “blindato” per l’occasione, vista la delicatezza della vicenda, le minori erano state sentite nell’incidente probatorio. Assistite da una psicologa e protette da uno schermo, con le finestre del tribunale oscurate, le due minori erano state chiamate a raccontare gli abusi subiti. Tre ore di “chiacchierata”, alla presenza di esperti. Nel fascicolo della Procura era finito anche un altro episodio di violenza sessuale nei confronti di una minore non identificata. Nel frattempo il 42enne, scaduti i termini di carcerazione preventiva, è tornato in libertà con il divieto di dimora. Non potrà mettere più piede in città, ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona. Le parti civili sono rappresentante dagli avvocati Luca Tirabassi e Valeria Colantoni.

