Fondi sisma, sequestro da 800mila euro

La Finanza esegue un provvedimento della Corte dei Conti per danno erariale a Regione e due Comuni

L’AQUILA. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, al comando del colonnello Sergio Aloia, hanno eseguito un sequestro conservativo disposto dalla Corte dei Conti di disponibilità finanziarie, beni immobili e quote societarie per un valore di 827mila euro nei confronti di tre persone fisiche e di una società operante nel settore della tecnologia informatica, beneficiaria di contributi sia comunitari, percepiti nell’ambito dei fondi strutturali Por-Fesr 2007/2013 (stanziati per la riattivazione di attività produttive delle imprese nell’area del cratere sismico), sia nazionali, erogati dai comuni dell’Aquila e Fossa a titolo di indennizzo per i danni subiti a seguito del terremoto. Si tratta di Marco Cipriani, di 48 anni, Massimo Iannella, di 43 anni, Marzia Bafile, di 39 anni e della ditta Interpark srl.

La misura cautelare scaturisce da una segnalazione inoltrata alla Procura Regionale della Corte dei Conti Abruzzo al termine di un’articolata attività di indagine conclusa nel 2015 dai militari delle Fiamme Gialle e coordinata dalla Procura della Repubblica. Più in particolare, le indagini hanno permesso di accertare una truffa aggravata ai danni dello Stato realizzata dal rappresentante legale della società, il quale, attraverso la produzione di dichiarazioni fittizie e di false perizie attestanti l’entità dei danni subiti dall’azienda a causa del sisma, otteneva indebitamente le misure di sostegno.

Le investigazioni dei finanzieri hanno fatto pertanto emergere un danno erariale patito dalle pubbliche finanze, a causa dei contributi illecitamente percepiti, sia dalla Regione Abruzzo che dai citati enti comunali, per un importo complessivo di circa 700mila euro. Il danno, prontamente segnalato dai finanzieri alla magistratura contabile, cui va aggiunto il danno subìto dall’amministrazione per i costi sopportati e le risorse vanamente impiegate nell’iter complessivo dell’istruzione, erogazione, gestione, revoca e recupero dell’elargizione stessa, è stato quantificato dal magistrato contabile in 827mila euro, il cui valore corrispondente è stato sottoposto al sequestro conservativo eseguito.

«La lotta alle frodi in danno dello Stato», fanno sapere dalle Fiamme gialle, «rappresenta da sempre una delle priorità che la Guardia di Finanza persegue al fine di limitare l’impatto negativo che tali condotte causano in termini di sottrazione di risorse pubbliche destinate agli operatori economici meritevoli e sui quali si fonda il tessuto economico produttivo del Paese».

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