Guide turistiche per le Grotte: il concorso finisce nella bufera

Esposto in Procura e all’Autorità anti-corruzione: un assessore avrebbe rivelato prima le domande. Sette precari storici, solo due vincitori
L’AQUILA. Il concorso per l’assunzione di guide turistiche alle Grotte di Stiffe finisce al centro di un caso riportato dal Fatto Quotidiano, che dà conto di un esposto che sarebbe stato presentato in Procura e di una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).
Secondo la ricostruzione pubblicata dal quotidiano nazionale, la procedura selettiva – bandita nell’agosto 2025 dall’Azienda speciale territorio & cultura (Ast&C), ente strumentale del Comune di San Demetrio Ne’ Vestini – sarebbe stata preceduta da un episodio ritenuto anomalo da alcuni partecipanti. In particolare, tre giorni prima delle prove scritte e orali, l’allora assessore comunale al Turismo avrebbe convocato alcuni candidati in un incontro durante il quale sarebbero state consegnate le domande poi utilizzate nel concorso. Circostanza che viene contestata nel ricorso presentato al Tribunale del lavoro dell’Aquila e richiamata nell’esposto inviato all’Anac.
Il caso riguarda il reclutamento di nuove guide per il sito carsico delle Grotte di Stiffe, struttura di richiamo turistico nel territorio aquilano. Come ricostruito dal Fatto Quotidiano, negli anni precedenti la gestione del servizio era stata affidata a cooperative con personale impiegato tramite contratti di somministrazione. Nel 2021 la gestione era passata all’Azienda speciale comunale. Al momento del nuovo bando, i lavoratori cosiddetti “storici” sarebbero stati sette, a fronte di un numero inferiore di posti disponibili. Nel ricorso citato dal quotidiano si sostiene che, dei sette precari già impiegati, solo due sarebbero risultati vincitori della selezione, mentre gli altri sarebbero rimasti esclusi. Tra i vincitori figurerebbe – sempre secondo quanto riportato – una persona indicata come legata da rapporti di amicizia al sindaco, elemento che nel ricorso viene evidenziato ma che non risulta oggetto, allo stato, di alcun accertamento giudiziario.
Una delle guide non selezionate avrebbe denunciato i fatti all’Anac. I legali avrebbero inoltre fatto riferimento all’esistenza di registrazioni a supporto della ricostruzione fornita. C’è anche un ricorso al tribunale del lavoro firmato per conto della Filcams Cgil dagli avvocati Carlo De Marchis e Silvia Conti. Dal canto suo, il direttore generale di Ast&C, interpellato dal quotidiano, ha dichiarato che le procedure si sarebbero svolte nel pieno rispetto della normativa e che, allo stato, non risulterebbero ricorsi amministrativi formalmente notificati all’ente. Con riferimento all’esposto in Procura, la dirigenza avrebbe evidenziato che eventuali accertamenti sarebbero in linea teorica coperti da segreto istruttorio, senza entrare nel merito delle contestazioni. Al momento non risultano provvedimenti giudiziari né contestazioni formalmente accertate. La vicenda resta oggetto di verifiche.
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