I lupetti entrano in contatto con esemplari adulti che li uccidono. Il Parco: “Vicenda dolorosa”

Il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise interviene sulla morte dei cuccioli di lupo nati nei mesi scorsi nella struttura di Civitella Alfedena e successivamente deceduti. "Ci dispiace profondamente che questa criticità si sia manifestata e quanto accaduto impone interventi sugli aspetti strutturali e gestionali che richiedono adeguamenti"
PESCASSEROLI. "Una vicenda dolorosa" che ha colpito il Parco, il personale impegnato nella gestione dell'area faunistica e quanti seguono la tutela del lupo. Così il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise definisce la morte dei cuccioli di lupo nati nei mesi scorsi nella struttura di Civitella Alfedena e successivamente deceduti.
L'ente ha spiegato di aver atteso prima di diffondere chiarimenti per completare le verifiche possibili, ricordando che in passato alcune cucciolate sembravano scomparse per poi essere ritrovate nascoste negli angoli più riparati dell'area faunistica. Secondo la ricostruzione fornita dal Parco, dopo la nascita i cuccioli erano stati seguiti insieme alla madre in uno spazio separato, con l'obiettivo di garantire tranquillità e ridurre al minimo i disturbi in una fase delicata. Il monitoraggio a distanza, necessario per non interferire con il comportamento della madre, non avrebbe però consentito un controllo continuo del numero dei piccoli presenti.
Alcuni cuccioli, sempre secondo quanto riferito dall'Ente, sarebbero riusciti a raggiungere l'area più ampia della struttura passando attraverso un punto della recinzione interna che non aveva mai evidenziato problemi nella gestione degli esemplari adulti, ma che si è rivelato vulnerabile rispetto alle dimensioni e ai movimenti dei piccoli. "Ci dispiace profondamente che questa criticità si sia manifestata - sottolinea il Parco - e quanto accaduto impone interventi sugli aspetti strutturali e gestionali che richiedono adeguamenti". L'ultimo cucciolo, dopo lo svezzamento, era stato inserito nel branco. Un passaggio ritenuto necessario per evitare un isolamento prolungato, ma caratterizzato da dinamiche non completamente prevedibili. In un gruppo composto da più lupi adulti, infatti, possono verificarsi sia comportamenti di accettazione e cura sia episodi aggressivi legati alla gerarchia interna. In questo caso, spiega il Parco, "i lupetti non sono stati accettati dal branco o da uno dei suoi componenti".
L'ente invita ora a evitare ricostruzioni parziali e giudizi sommari, sottolineando la complessità della gestione degli animali selvatici ospitati in strutture faunistiche. Le verifiche condotte in questi giorni hanno permesso anche di individuare criticità che saranno affrontate per migliorare la sicurezza e la gestione degli animali presenti nell'area di Civitella Alfedena.

