Inchiesta sull’Atam, ex presidente sotto accusa

Il pm Mancini ritiene illecita la doppia richiesta di contributi inoltrata dall'associazione teatrale alle regioni Abruzzo e Molise
L’AQUILA. L’Associazione teatrale abruzzese e molisana (Atam) è finita sotto inchiesta per truffa aggravata in concorso per il conseguimento di erogazioni pubbliche in modo indebito.
Tra i cinque indagati l’ex presidente Marco Fanfani. La magistratura contesta richieste di doppi contributi tra le Regioni Abruzzo e Molise, che sarebbero vietati per legge, e in generale, anno dopo anno, bilanci per chiedere contributi in percentuale sul totale a cui l’ente non avrebbe dovuto accedere.
L’avviso di garanzia è stato firmato dal sostituto procuratore David Mancini che ha iscritto le 5 persone nel registro degli indagati.
Si tratta di Marco Fanfani, all’epoca dei fatti presidente del Consiglio d’amministrazione dell’Atam e attuale presidente della Fondazione Carispaq; Viviana Di Francesco, 57, dottore commercialista che curava la parte amministrativa contabile dell’associazione; Giovanni Giannangeli, 69, Stefano Calvisi, 48, e Monica Petrella, 44, tutti e tre componenti del Collegio sindacale dell’Atam, l’organo che si occupa del controllo dei bilanci e della certificazione di regolarità contabile.
Fanfani è stato individuato dal pm come responsabile di un caso di duplicazione di un contributo che ha richiesto alla Regione Molise, attraverso una legge regionale, dopo averlo già incassato dalla Regione Abruzzo attraverso i fondi del Programma operativo regionale - Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr).
Le indagini su tutti e 5 gli indagati, inoltre, hanno preso in esame i bilanci dell’ente culturale dal 2009 al 2013 e le richieste di finanziamento inoltrate alla Regione Abruzzo sulla base della legge regionale 5/1999.
Sono stati ravvisati dal pm «artifici e raggiri» per ottenere più fondi di quelli che sarebbero spettati di diritto, con doppi contributi di altri bilanci, somme che erano già state finanziate attraverso altri canali o non riconducibili all’attività teatrale.
Accuse, ovviamente, ancora tutte da provare.
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