L’addio a Riccardo con musica e palloncini

Pettino, centinaia di ragazzi ai funerali del giovane morto dopo una malattia Gli amici della squadra di calcio di Roio donano una maglietta al fratello

L’AQUILA. La neve candida e lenta ha avvolto l’ultimo saluto a Riccardo Pollice, il 34enne ex dipendente Transcom scomparso dopo una malattia. Ad abbracciare il papà Eugenio, la mamma Rita e il fratello maggiore Daniele tantissimi giovani nella gremita chiesa di San Francesco d’Assisi a Pettino. In prima fila gli amici di una vita, i compagni del Roio calcio, squadra di Terza Categoria nella quale il giovane militava, esponenti del calcio aquilano (presenti alcuni rappresentanti dell’Aquila calcio), vigili del fuoco e colleghi del call center Transcom lo hanno ricordato in un giorno di dolore. Volti smarriti e ancora increduli, pieni di incredulità e lacrime. Un amico dice al microfono: «Riccardo aveva il fratello calcio», ma ha incontrato troppo presto «la sorella morte», come aggiunge uno dei sacerdoti presenti. Sull’altare, per la liturgia esequiale, quattro sacerdoti: don Dante Di Nardo, don Pino Del Vecchio, padre Corrado Lancione e don Amleto Del Giudice. Nell’omelia, don Dante, parroco di Pettino, invita a guardare al mistero della morte con gli occhi della fede, sottolineando il passaggio del testimone dei valori in cui ha creduto Riccardo a chi gli è stato vicino. «Riccardo aveva ancora tanto da dare allo sport, agli amici, alla famiglia. I valori che ha lasciato a chi l’ha conosciuto restano sulla terra. Per dare risposte bisogna considerare un altro piano, non più terreno».

Dopo la comunione il ricordo di colleghi e amici. Uno dei compagni di squadra regala al fratello la maglia biancoverde numero 78. Seguita da un fragoroso applauso la lettera della squadra del Roio. «Per noi, Polliciò, eri un fratello maggiore», legge un un compagno. «Ci davi insegnamenti sul calcio e sulla vita. Ti ricorderemo sempre e urleremo il motto sempre più forte: “Soffrire sempre, mollare mai! Pollice”». Il saluto di un amico con ancora negli occhi le giornate trascorse al mare tutti insieme, le partite a pallone e il tifo di Ricky per l’Inter, con una maglia nerazzurra consegnata nelle mani del fratello.

«L’ultima volta che ti ho visto», racconta una collega, «abbiamo parlato delle vacanze. Sei andato in vacanza. Ti saluto così: ciao Riccardo, ci vediamo dopo».

Alla fine della messa anche la canzone di Francesco De Gregori «La leva calcistica della classe ’68» prima dell’uscita del feretro dalla chiesa, con i palloncini nerazzurri liberati in cielo. «Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia...».

Alessia Lombardo

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