L'Aquila, causa civile Grandi rischi: Boschi in aula

Lo scienziato conferma: il verbale della riunione della commissione fu redatto dopo la scossa del 6 aprile 2009

L’AQUILA. L’ex componente della commissione Grandi Rischi Enzo Boschi è stato ascoltato come testimone nell’ambito del procedimento civile contro la Presidenza del consiglio intentato da molti familiari delle vittime del sisma. Un’udienza concitata per via dello scienziato che non ha gradito alcune domande al punto da aver mormorato «avrei fatto meglio ad andare in Africa» alludendo all’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso il quale doveva essere ugualmente ascoltato ma non è stato possibile in quanto si trova, per l’appunto, in Africa. Bertolaso e Bernardo De Bernardinis saranno sentiti prima della fine dell’estate. Un Boschi arrabbiato al punto da apparire quanto mai adirato anche a chi lo ha notato dopo essere uscito dall’indagine.

Ieri, comunque, Boschi alcune cose le ha dette. Ha infatti confermato che la riunione della commissione del 31 marzo 2009, che precedette di poco il sisma, fu aperta visto che a suo avviso furono diverse le persone che entrarono e uscirono. Inoltre ha confermato che il verbale di quella riunione venne redatto alcuni giorni dopo il sisma nel corso di una riunione che si tenne appositamente. Prima della sua deposizione si è verificato se, proprio nella veste di imputato nel processo penale (assolto in appello), Boschi comunque potesse deporre. Il giudice, dopo una valutazione, ha risposto in chiave positiva.

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Tutte le sue affermazioni, secondo gli avvocati delle parti ricorrenti, Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci, possono essere utili per una definizione in loro favore della controversia civile per la quale sono stati chiesti risarcimenti per decine di milioni. La prossima udienza è stata fissata per il 7 maggio e in essa verranno ascoltati degli altri testimoni. Successivamente se ne fisserà un’altra nella quale dovrebbero essere ascoltati i succitati Bertolaso e De Bernardinis.

Il procedimento è ancora molto lungo visto il considerevole numero dei testimoni dei ricorrenti cui si aggiungeranno le deposizioni dei testimoni a discarico. Per cui la sentenza non ci potrà essere prima di due anni.

(g.g.)

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