L’Aquila 2026, nella città che rinasce ora iniziano gli spettacoli

19 Gennaio 2026

Fanno il giro d’Italia le immagini del centro storico tornato vivo e pulsante. Teatro, musica e letteratura: ecco i primi appuntamenti dell’anno

L’AQUILA. L’Aquila si risveglia Capitale italiana della Cultura. Codificare la definizione nei confini di un titolo appare riduttivo. Dietro il riconoscimento ministeriale brilla quella miriade di luci di rinascita e speranza che, sabato sera, hanno illuminato il cielo aquilano tracciando, idealmente, un confine tra il vissuto e prospettive future. Davanti, c’è un anno di mostre, concerti, convegni, laboratori e rappresentazioni teatrali che toccheranno i luoghi iconici della città e le periferie, in quel filo ideale tracciato da “Un territorio. Mille capitali” che ben sintetizza la capacità di fare squadra, di proporsi come un unicum che restituisce forza e progettualità. Trecento eventi per 300 giorni: un percorso in cui L’Aquila dovrà dimostrare il suo potenziale inespresso: da luogo di ricostruzione fisica, economica e sociale a laboratorio di esperienze e competenze. Una prova che chiamerà a raccolta tutti gli aquilani, ognuno per la sua parte in un network di connessioni, contatti e progettualità per dare forma – come scritto nel dossier – ad un modello a base culturale delle aree interne. Spente le luci della giornata inaugurale, resta l’entusiasmo collettivo per un’avventura che è solo all’inizio.

UN RACCONTO NUOVO

Il racconto è cambiato. Nel 2009 hanno fatto il giro del mondo le immagini di una città distrutta, avvolta nella polvere delle macerie. Macchiata dal sangue e dal dolore. Oggi, quello stesso territorio ha rilanciato, attraverso i media di tutto il mondo, una visione diversa: la forza e la tenacia di chi non si è arreso. Quella “città multiverso” dove energie e creatività diventano capacità di reinvenzione. Un percorso che ha la sua coerenza di fondo nella visione culturale. Nella storia millenaria della città, con il suo patrimonio stratificato: la base su cui costruire una valorizzazione innovativa. Dalla sala stampa allestita accanto all’auditorium della Scuola ispettori della Guardia di finanza, giornalisti italiani e stranieri hanno raccontato L’Aquila del futuro «un luogo nuovo, ricostruito, ma radicato profondamente al passato». Una città che apre possibilità inesplorate di creatività artistica e rigenerazione urbana, grazie alla coesistenza dialogante di molteplici dimensioni spazio-temporali e culturali.

DOPO MATTARELLA

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento, ne ha sottolineato «la molteplicità territoriale e sociale: perché L’Aquila si presenta come espressione e riferimento delle aree interne. Molteplicità come metodo per affrontare le sfide della modernità». Sulle televisioni di tutto il mondo sono passate le immagini dei luoghi simbolo: la Basilica di Collemaggio, San Bernardino, le 99 Cannelle. Un centro storico vivo e pulsante, nel giorno della festa, dove la luce è tornata a illuminare il cammino di una comunità che, 17 anni fa, si è misurata con la furia distruttiva della natura. Ma che ha saputo alimentarsi di un nuovo ciclo di sviluppo sociale.

UN ANNO DI EVENTI

Tanti, tantissimi eventi. Quello dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 sarà un calendario in continuo aggiornamento. I primi eventi in programma sono già ben definiti. Fino al 28 febbraio, all’Accademia di Belle arti, verrà allestito “Esoscheletro”: gli studenti dell’accademia, sotto la guida dei docenti, progettavano e realizzeranno diversi manufatti che andranno ad arricchire le parti esterne dell’edificio. A palazzo Onmi, in viale Duca degli Abruzzi, sarà avviato un progetto di avvicinamento tra l’arte contemporanea e la comunità aquilana attraverso l’attivazione di quattro residenze d’artista in città. Ieri, ha preso il via anche “L’orchestra Jazz che vorrei - Note nel multiverso”, che prevede la realizzazione di un percorso musicale nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del Comune dell’Aquila e dei comuni limitrofi.

I PROSSIMI GIORNI

Domani, al Laboratorio culturale di palazzo di Paola, in corso Vittorio Emanuele II andrà in scena “Musica per-formare: dialoghi tra suoni, parole e nuove frontiere culturali”: la Società dei Concerti Barattelli propone una serie di incontri sul rapporto tra letteratura e musica e, più in generale, l’incontro tra la musica e le altre discipline. Mercoledì 21 gennaio, alle 21, al Ridotto del Teatro è programma “Art”, a cura del Tsa, una commedia crudele e divertente sull’amicizia, con replica il giorno seguente. Il 22 gennaio alla Multisala Movieplex, alle 21, “Mestieri del cinema: italiani da Oscar”, rassegna che celebra il talento dei professionisti italiani che hanno contribuito alla cinematografia mondiale. Il 24 gennaio, alle 18, al Ridotto del Teatro, “Donne, musica e storie”, un evento che unisce musica e narrazione al femminile: protagonisti della serata saranno Andrea Tenaglia all’oboe e Nicola Gaeta alla direzione. Un concerto elegante e suggestivo, dedicato al ruolo delle donne nella cultura attraverso il linguaggio universale della musica.