L’Aquila

Licenziati perché usufruivano del congedo parentale, il giudice li reintegra

25 Febbraio 2026

Annullati i provvedimenti contro tre vigilantes di “Aquila Spa”, l’azienda di proprietà della famiglia Di Nardo e amministrata dal sindaco di Ortona Angelo Di Nardo. Il giudice ha accertato che il licenziamento era privo di giusta causa e legato all'iscrizione al sindacato

L’AQUILA. Sono stati licenziati lo scorso giugno, con motivazioni legate alla fruizione del congedo parentale. Ma il Tribunale dell’Aquila ha dichiarato la nullità del licenziamento reintegrandoli al lavoro. Si è conclusa positivamente la vertenza lavorativa di tre vigilantes dell’azienda ortonese Aquila Spa, in servizio, tramite appalto con la Asl 1, al pronto soccorso e nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Salvatore e nella Rems di Barete. I tre addetti sono iscritti alla Filcams Cgil ed erano impegnati da anni con il sindacato, «per ottenere condizioni di lavoro più dignitose, in un’azienda spesso al centro di rivendicazioni sindacali. Il giudice Riccardo Ionta», sottolinea il segretario generale Filcams L’Aquila Andrea Frasca, «ha accertato la nullità dei licenziamenti, ordinando all’azienda la reintegrazione nel posto di lavoro e il pagamento di un’indennità pari a tutte le mensilità dalla data del licenziamento, oltre alle spese legali.

Il giudice ha condannato Aquila Spa, azienda di proprietà della famiglia Di Nardo e amministrata dal sindaco di Ortona Angelo Di Nardo, a reintegrare i lavoratori ritenendo legittimo il permesso che avevano richiesto per assistere i figli e ritenendo che il pedinamento affidato dalla società ad un’agenzia investigativa non aveva dimostrato alcun abuso dell’utilizzo dei congedi parentali: accuse che il tribunale ha ritenuto del tutto infondate». Per Frasca, «si tratta dell’ennesima sconfitta legale per Aquila Spa, azienda ortonese già condannata negli ultimi mesi per ben due volte per condotta antisindacale. Questa pronuncia rafforza la tutela dei diritti dei lavoratori, che si erano resi protagonisti anche di azioni rivendicative sulle condizioni di lavoro. Accogliamo con soddisfazione questo provvedimento, che ristabilisce la legalità e riconosce come assolutamente pretestuose le accuse mosse nei confronti dei nostri iscritti. È inaccettabile», conclude Frasca, «che un’azienda tenti di licenziare con pretesti chi esercita legittimamente i propri diritti e, in particolare, il congedo parentale. Questa pronuncia è un monito chiaro contro pratiche antisindacali reiterate. Da parte nostra continueremo a difendere con forza ogni lavoratrice e ogni lavoratore che subisca tali abusi».

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