Lupi morti vicino al Parco, gli ambientalisti: "Clima d'odio verso la fauna selvatica"

La denuncia di Wwf e Legambiente: “Uno dei più gravi crimini degli ultimi dieci anni”
PESCASSEROLI. Le associazioni ambientaliste denunciano il "clima d'odio verso la fauna selvatica" commentando la notizie della morte di cinque lupi nell'area contigua al Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise. "È un fatto grave e inaudito, frutto del clima di odio verso la fauna selvatica, delle leggi adottate dal governo e delle scelte di ridurre lo stato di protezione a livello europeo", scrive Legambiente chiedendo di rafforzare le misure di controllo e prevenzione e di colmare le lacune normative in materia di tutela degli animali.
"Uno dei più gravi crimini contro la natura degli ultimi dieci anni", sono invece le parole del Wwf che descrive una "deriva criminale inaccettabile in un Paese civile". Per l'associazione, inoltre, il declassamento dello stato di protezione del lupo rischia di incentivare il bracconaggio. "Questo clima di odio nei confronti del lupo - sottolinea - è alimentato anche da decisioni politiche che ne indeboliscono la tutela a partire dal recente declassamento del suo stato di protezione. Una scelta che non contribuirà a ridurre la mortalità illegale, ma rischia al contrario di legittimare comportamenti illegali".
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