Maltratta la compagna e i figli: pena ridotta da 6 a quattro anni

31 Gennaio 2026

L’Aquila. La Corte d’Appello ha riformato la condanna inflitta in primo grado a un padre di quattro bambini. All’uomo era stata sospesa la potestà genitoriale per un anno dal tribunale per i minorenni

L’AQUILA. Da sei a quattro anni. È il verdetto della Corte d’Appello dell’Aquila, che ieri ha così riformato la sentenza di primo grado riducendo di un terzo la pena a carico di un 44enne accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei quattro figli minori, e di lesioni.

Il difensore di fiducia dell’uomo, l’avvocata Rita Adornati, in aula ha evidenziato la natura «sporadica» degli episodi addebitati al suo assistito, frutto del solo «narrato della persona offesa», peraltro non suffragato da referti medici capaci di comprovare l’entità delle lesioni riportate. Così come, secondo il legale, lo stesso episodio del 19 maggio scorso, da cui è poi scaturita l’intera vicenda giudiziaria, sarebbe in realtà dovuto a un «evento esterno», ovvero all’accusa formulata dalla compagna di non aver pagato le bollette, cosa che avrebbe poi innescato il litigio durante il quale la donna aveva poi inviato un messaggio vocale alla vicina implorandola di chiamare la polizia.

Come pure, sempre secondo l’avvocato difensore, il calcio che la compagna ricevette in quell’occasione alla gamba destra, poi refertata con una prognosi di otto giorni, «non poteva essere stato sferrato dall’imputato, in quei giorni costretto a deambulare con le stampelle per una tumefazione al piede, il che avrebbe reso impossibile a chiunque versasse nelle sue condizioni sferrare calci».

A ciò si è aggiunta l’assenza dei referti medici attestanti le lesioni procurate ai bambini, laddove invece all’uomo venivano contestati un pugno in un occhio alla figlia e un coltello puntato alla gola di un figlio. Oltre alle percosse subite dalla compagna, secondo la quale le violenze fisiche e psicologiche su ognuno dei componenti della famiglia andavano avanti da oltre dieci anni. Maltrattamenti e vessazioni che avevano poi indotto anche il tribunale per i minorenni a intervenire tramite la sospensione della potestà genitoriale per la durata di un anno.

La donna, costituitasi parte civile, è rappresentata dall’avvocata Simona Giannangeli.

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