Map scadenti, in tre rinviati a giudizio all'Aquila

Accuse ridimensionate per il maresciallo Ragone che fu arrestato: cadono frode e corruzione

L’AQUILA. Tre rinvii a giudizio e diversi proscioglimenti. Così si con clude il primo atto dell’inchiesta sulla realizzazione di Map, che, secondo la Procura, furono edificati male al punto da essere sequestrati in quanto ritenuti pericolosi.

Il principale imputato Rocco Ragone, maresciallo dell’Esercito che fu anche arrestato «per avere chiuso un occhio sulla qualità delle opere nella veste componente della task force che esaminava lo stato dei lavori», è stato rinviato a giudizio. Ma sono cadute, anche grazie a una perizia favorevole, le pesanti accuse di corruzione e frode nelle pubbliche forniture oltre che di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, ma dovrà difendersi da peculato, falso e truffa. Sotto processo, ma con posizioni più defilate, Luigi Giammarino e Mario Rinvenuto, due tecnici. Il processo si terrà il 14 gennaio del prossimo anno. Ridimensionata, dunque, la posizione di Ragone che ha sempre gridato la sua innocenza che proverà a dimostrare in aula. Nel corso dell’udienza preliminare di ieri e durante l’indagine altre persone inizialmente inquisite sono state scagionate del tutto.

Si tratta di Maria Savini, 36 anni, nata a Teramo, residente a Isola del Gran Sasso (Teramo), Alvaro Tollis, 50 anni, nato e residente a Sulmona, Massimo Di Donato, 51 anni, nato e residente a Teramo, coinvolto in qualità di procuratore speciale della Meg Costruzioni, Giancarlo Di Bartolomeo, 46 anni, di Teramo, amministratore unico della Meg Costruzioni Srl e Nicola Gioscia, 62 anni, di Potenza. Le presunte irregolarità sarebbero state riscontrate sui Moduli abitativi provvisori di Cansatessa, San Vittorino e Tempera 2. L’avvocato Vittorio Masci, che difende Tollis, precisa che il giudice Ciro Riviezzo, accogliendo le sue tesi ha riconosciuto «l’inesistenza di illiceità nella gestione dell'appalto né nella esecuzione dei lavori curati dalla impresa di Pacentro, così pienamente scagionando il titolare».

DROGA. Si sono svolti gli interrogatori di coloro che sono accusati di spaccio di droga nell’Aquilano nell’ambito di un’indagine dei carabinieri.

Il principale inquisito, Amarildo Leskaj, assistito dall’avvocato Patrizia Vittorini, sentito in carcere, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Poi sono stati ascoltati anche altri indagati che si trovano ai domiciliari i quali hanno respinto le accuse.

(g.g.)

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