L’Aquila

Marco, papà di una bimba, morto schiacciato dal muletto: due indagati

6 Maggio 2026

Tragedia sul lavoro in un’azienda di Bazzano. La Procura aquilana ha notificato avvisi di garanzia “tecnici” dopo la tragedia sul lavoro. Oggi l’autopsia sul 48enne. Disposti accertamenti sul macchinario utilizzato e sullo stato dei luoghi

L’AQUILA. Aperto un fascicolo d’inchiesta sulla morte di Marco Rocchini, l’operaio di 48 anni tragicamente travolto due giorni fa dal muletto che stava manovrando fino a un attimo prima.

PRIMI INDAGATI

Il sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila, Guido Cocco, ha infatti emesso due avvisi di garanzia per omicidio colposo nei confronti di altrettanti soggetti come atto “dovuto” per permettere tutti gli accertamenti tecnici irripetibili alla presenza dei rispettivi avvocati difensori.

I fatti sono avvenuti nell’azienda di Bazzano specializzata nella lavorazione dell’alluminio, nei cui locali, intorno alle 11 di lunedì, ha trovato la morte l’operaio 48enne – dipendente, oltre che socio al 20% della stessa società – tragicamente rimasto schiacciato contro una bobina di alluminio del peso di diversi quintali.

NOMINATI I PERITI

Due, invece, i consulenti già incaricati dalla Procura della Repubblica dell’Aquila: l’anatomopatologo Giuseppe Calvisi, che stamattina alle dieci svolgerà l’esame autoptico per accertare l’esatta causa della morte dell’operaio, e il geometra Cristiano Ruggeri, che a sua volta condurrà gli accertamenti tecnici sull’elevatore meccanico che ha poi travolto la vittima, così da escludere, o viceversa confermare, eventuali anomalie che abbiano concorso al determinarsi della tragedia.

A quest’ultimo anche la valutazione dello stato dei luoghi, così da appurarne il rispetto delle condizioni di sicurezza. Verifiche, queste, a carattere d’urgenza proprio in ragione dell’eventualità che lo stato dei luoghi, così come quello della macchina operatrice, possano essere nel frattempo alterati. Di qui l’irripetibilità degli accertamenti disposti. Per l’ultimo saluto al 48enne bisognerà in ogni caso attendere l’esito dell’autopsia e il nulla osta da parte della magistratura.

NUOVI DETTAGLI

E intanto emergono nuovi dettagli sulla dinamica dell’incidente costato la vita a Rocchini, la cui morte è stata drammaticamente annunciata dalle grida del fratello, il primo ad accorgersi del corpo del 48enne.

Sul luogo della tragedia, lo stesso poi transennato dai carabinieri nell’immediatezza dei fatti e ad oggi sotto sequestro unitamente al mezzo utilizzato dalla vittima, sarebbe stato infatti trovato un pennarello accanto al cadavere dell’operaio.

Lo stesso che il 48enne stava utilizzando presumibilmente per contrassegnare la bobina destinata a essere inforcata e sollevata dai bracci del muletto.

Sarebbe stato proprio nel momento di tale operazione di “segnatura” che l’uomo sarebbe stato agganciato alle spalle dal muletto stesso, messosi in movimento in modo a quanto pare autonomo per cause ora al vaglio della magistratura, e poi schiacciato contro la bobina. La stessa sulla quale la vittima stava scrivendo.

LA NOTA DELL’UGL

Una tragedia, quella accaduta al 48enne che viveva a contrada Cavalli, a Pile – marito e padre di una bimba – che ha confermato il triste primato della provincia dell’Aquila tra quelle maggiormente colpite dal fenomeno, ormai endemico, delle morti sul lavoro.

Ieri l’Ugl, per bocca del segretario regionale Carlo Pentola, ha diffuso un messaggio: «Per chi scrive, questo non è solo un fatto di cronaca: Marco non era un nome tra tanti, ma una persona a noi conosciuta. Ed è proprio questa consapevolezza a rendere ancora più difficile accettare quanto accaduto. Proprio per questo, accanto al dolore, emerge con forza una riflessione che non può essere rinviata né attenuata: non si può morire di lavoro nel 2026. Non è il tempo delle polemiche sterili, ma non può essere nemmeno il tempo delle omissioni o delle responsabilità diluite».

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