Migranti senza accoglienza, appello al presidente Mattarella: «Tutelare i diritti»

10 Gennaio 2026

Fraterna Tau e Cgil scrivono al capo dello Stato in vista della visita del 17 gennaio. Denunciata l’assenza di strutture di primo soccorso e di un dormitorio 

L’AQUILA. La Fraterna Tau Onlus, insieme alla Cgil L’Aquila, ha scritto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo attenzione e intervento per la tutela della persona e del diritto alla salute e alla vita dei migranti. La lettera, firmata dal presidente della Onlus Paolo Giorgi e dal segretario generale Cgil Francesco Marrelli, richiama Mattarella nella sua funzione di garante della Costituzione e i principi su integrazione, dignità umana e solidarietà. I firmatari ribadiscono che «la Costituzione italiana tutela i diritti fondamentali della persona umana, per tutti e tutte» e richiamano l’articolo 10, con il riferimento alla tutela dello straniero e al diritto d’asilo, oltre ai principi di uguaglianza e non discriminazione degli articoli 2 e 3, con la «pari dignità sociale». Nel testo si insiste anche sul diritto alla salute, definito «diritto fondamentale e inviolabile».

Il quadro giuridico introduce un fatto concreto che, secondo i firmatari, non può essere archiviato come episodio: «Di recente la città dell’Aquila si è trovata a fronteggiare un’emergenza». Nelle scorse settimane «almeno cinquanta migranti di terra richiedenti asilo» sarebbero giunti in città e solo dopo giorni sarebbero stati trasferiti fuori regione. Nel frattempo, scrivono, «hanno stazionato e stazionano in città per giorni, senza avere un’accoglienza adeguata, costrette a dormire per strada, all’aperto», esposte al clima rigido e «ad ogni genere di pericolo»”. La preoccupazione è che «quanto accaduto, se non si trova una soluzione adeguata per il futuro, si ripeterà», perché «non è consentito che gruppi consistenti di persone siano costretti a dormire all’addiaccio», soprattutto in una città dove mancano strutture di primo soccorso e «nello specifico, un dormitorio pubblico». La lettera sottolinea che si tratta di persone «che hanno viaggiato per anni» e che, una volta arrivate all’Aquila, «vengono lasciate a dormire per strada», mentre la risposta di emergenza ricade su volontari e cittadini. Per i firmatari, «una risposta da parte dello Stato… è una questione di civiltà, di sicurezza e di umanità».

CONDIZIONI DISPERATE. Nel testo si ricorda che «sono giunte in città più di trenta persone in condizioni disperate» che alla Mensa Celestiniana trovavano i pasti, ma «non hanno avuto nemmeno un posto dove dormire né abiti adeguati alle temperature attuali, rischiando la vita». Da qui l’intervento sul campo: «I volontari… hanno allestito, per circa trenta persone, un dormitorio nei locali adiacenti alla chiesa di San Bernardino in Piazza d’Armi», definito anche «dormitorio di emergenza provvisorio».

LE ESIGENZE. Nel testo si sostiene che l’amministrazione locale «non fornisce un locale adeguato per l’accoglienza», almeno durante l’inverno, e allo stesso tempo «non consente nemmeno l’utilizzo» di strutture considerate alternative, come la chiesa di San Bernardino in piazza d’Armi, sulla quale «incombe un ordine di demolizione». I firmatari parlano di un rischio doppio: per i migranti, in termini di salute e vita; per la città, «in termini di sicurezza, ordine e igiene pubblici». A sostegno dell’appello viene citato anche un passaggio del discorso di fine anno del presidente: «Occorre aiutare la vita a sbocciare e porre le persone al centro degli interessi della comunità». Da qui la richiesta conclusiva: «Il suo intervento, perché ci si attivi per la possibilità di prestare accoglienza e tutte le cure di primo soccorso», anche in vista della visita del Capo dello Stato sabato 17 gennaio per la cerimonia di inaugurazione di L’Aquila Capitale della cultura.

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