Pescina

«Mitra sui violenti»: il sindaco di Pescina temporeggia sulle dimissioni

16 Febbraio 2026

La tenuta della maggioranza messa a repentaglio da un’esternazione “virale” dell’assessore Verrocchia. Il primo cittadino: «Non sono mai stato una persona istintiva. Preferisco riflettere e fare le mie scelte»

PESCINA. «Mi prendo 48 ore di tempo per decidere il da farsi». Con queste parole il sindaco, Mirko Zauri, congela la crisi politica che sta scuotendo il Comune di Pescina, dopo un vertice di maggioranza durato oltre sei ore e terminato senza una sintesi condivisa tra le parti. Al centro dello scontro ci sono le pesanti affermazioni social dell’assessore Guido Verrocchia, il quale, commentando gli scontri anti-Olimpiadi a Milano, ha proposto di sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con «mitragliatrici a nastro». Nonostante il clamore nazionale, l’assessore ha difeso la sua uscita definendola una provocazione «colorita», rifiutandosi di fare il passo indietro chiesto dal primo cittadino. Nessuna scusa, nessun tentativo di cancellare il post e nessuna condivisione delle azioni future da intraprendere. Verrocchia ha continuato con la sua tesi, anzi l’ha anche rincarata, mettendo Zauri davanti a una scelta. La vicenda, infatti, ha letteralmente spaccato la maggioranza a pochi mesi, tra l’altro, dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Se il primo cittadino ha preso le distanze fin da subito dal contestato post social, Verrocchia ha trovato sponda nel vicesindaco Luigi Soricone e nel presidente del consiglio comunale Vincenzo Parisse, facendo emergere di fatto tensioni che sono legate anche all’imminente chiamata alle urne. Zauri ha spiegato che tali dichiarazioni hanno esposto la città a una ribalta mediatica lontana dal percorso culturale intrapreso, fondato sui valori di Ignazio Silone, del cardinale Mazzarino e di San Berardo, e ha colto l’occasione anche per denunciare un «malessere all’interno della maggioranza, alimentato anche da dinamiche e ambizioni personali che ormai viaggiano da tempo, tanto da destabilizzare l’andamento amministrativo». La resa dei conti, quindi, è vicina. La situazione che si è venuta a creare ha contribuito a far emergere quelle criticità che da tempo lo stesso Zauri ha ammesso di aver riscontrato all’interno della maggioranza. Al tempo stesso, però, ha messo il sindaco davanti alla necessità di fare una scelta che potrebbe avere ripercussioni sul futuro assetto della sua amministrazione comunale: andare via o revocare le deleghe all’assessore? Per ora il primo cittadino, dopo la riunione fiume della maggioranza, ha deciso di prendere tempo prima di fare qualsiasi passo. «Non sono mai stato una persona istintiva, preferisco riflettere e fare le mie scelte», ha concluso il sindaco Zauri. «Questa volta, ancora di più, lo farò nell’interesse del buon nome di Pescina e nel rispetto di tutto il lavoro svolto per far conoscere il suo patrimonio storico e culturale. Ho ricevuto parole di stima e di solidarietà da tanti colleghi amministratori marsicani».

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