Pescina

«Non ammettiamo mitragliatrici», la Lega si dissocia dal post dell’assessore Verrocchia

11 Febbraio 2026

Il coordinatore marsicano del Carroccio, Andrea Longo, prende le distanze. Convocato un vertice in Comune

PESCINA. «La Lega non ammette mitragliatrici». Prende le distanze dal post dell’assessore di Pescina il coordinatore marsicano del Carroccio Andrea Longo. «E non parlo a nome solo mio, ma del partito su scala regionale». Si dissocia con fermezza, nonostante il like al messaggio finito al centro della bufera: «Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro». Così ha scritto sul suo profilo social Guido Verrocchia, amministratore comunale eletto proprio in quota Lega, in riferimento agli episodi di violenza durante i cortei anti-Olimpiadi di Milano.

«È necessario fare chiarezza», ha spiegato Longo, «Verrocchia non è più un nostro tesserato dal 2021». Il coordinatore territoriale della Marsica ha quindi voluto chiarire la sua personale posizione rispetto alla frase choc dell’assessore: «Il mio like sotto quel post è arrivato quasi senza riflettere davvero sui contenuti. Con Guido ci conosciamo da tempo. Quello che scrive è sempre molto ironico. Ma è assurdo che mi si attribuisca una visione tanto estrema. Sono giorni che lavoriamo ai gazebo di sostegno alle forze di polizia. È quello il tipo di veduta che mi rappresenta».

Nella mattinata di ieri Andrea Longo ha parlato a lungo con il coordinatore regionale della Lega Vincenzo D’Incecco. Al termine del colloquio hanno formalmente richiesto all’assessore Verrocchia di ribadire l’uscita dal partito. «Noi stiamo con la polizia, con i carabinieri e con l'esercito. Ma nelle maniere e con gli strumenti previsti. Non siamo dell'idea che si debbano puntare addosso ai manifestanti le mitragliatrici a nastro. Per questo ho lavorato tanto sui gazebo, che rappresentano una forma di protesta pacifica», aggiunge. «Chiarisco anche che sicuramente ritengo necessaria la possibilità delle forze dell’ordine di potersi difendere. Nel rispetto della Costituzione. Polizia, carabinieri e finanzieri devono poter beneficiare del potere che viene loro attribuito dalla divisa che indossano. Così da poter compiere il loro lavoro nel migliore dei modi. Difendendosi quando è necessario.

Nel frattempo, da Verrocchia non sono arrivati passi indietro rispetto ai contenuti, nonostante lo stesso sindaco di Pescina, Mirko Zauri, abbia pubblicamente chiesto di arretrare nell’estremismo espresso. Riservandosi, in caso contrario, di assumere provvedimenti. «Io resto della mia opinione», ha scritto poche ore fa l’assessore sul suo profilo, tra i commenti al suo stesso post. Il primo cittadino ha convocato per le prossime ore una riunione di maggioranza per discutere sul da farsi. Scenario controverso, in cui qualsiasi decisione potrebbe essere distorta dalle dinamiche elettorali, a pochi mesi dal voto.

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