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Ospedali, così si cambia a Pescina e Tagliacozzo

Strutture destinate alla residenza assistita. Il manager Asl: «La rete sanitaria sarà più efficiente»

AVEZZANO. Sulla sanità si volta pagina. In Abruzzo la spesa assorbe il 70% del Pil (Prodotto interno lordo) e la Regione si appresta a operare dei drastici tagli, preannunciati qualche mese fa dal ministro della Sanità, Fazio, durante un convegno a Pescara. Nella Marsica la scure si abbatterà sugli ospedali di Tagliacozzo e di Pescina, destinati, sembra, a diventare Residenze sanitarie assistite. Quali le conseguenze di questi tagli? Per dare una risposta a questo interrogativo, il consigliere regionale dell'Italia dei valori, Gino Milano, ha organizzato un incontro nella sala Arssa ad Avezzano. Vi hanno partecipato esponenti della politica locale e regionale, personale medico e paramedico, amministratori, rappresentanti dei comitati di Pescina e Tagliacozzo, forze sociali e semplici cittadini. È la prima volta che questo accade. Finora, contro la paventata chiusura dei due ospedali, ci si è mossi in ordine sparso. Con politici, operatori sanitari, amministratori, preoccupati a coltivare il proprio il orticello. Perdendo così di vista l'interesse generale, che è quello di garantire una sanità efficiente. L'incontro all'Arssa è servito a mettere a confronto tutti i soggetti interessati. «Scopo dell'incontro», ha spiegato Milano, «è quello di stabilire un rapporto tra politica e amministrazione sanitaria, rimuovendo clientele, pressioni locali e campanilismi; tra organismi pubblici e privati e tra cittadini e sistema organizzativo».  È stato un confronto a tratti acceso, ma franco, aperto, in cui ognuno ha cercato di far valere le proprie ragioni. Al sindaco di Tagliacozzo, Dino Rossi, al dottor Luigi Lazzaro, ad Angelo Raffaele e ad Antonio Iulianella, che a sostegno dei due ospedali periferici marsicani hanno sostenuto la tesi della vastità del bacino di utenza e dell'orografia del territorio, il direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, Giancarlo Silveri, ha replicato che «diritto alla salute non significa avere il medico sotto casa, ma essere curati in modo adeguato. Quello che serve», ha aggiunto, «è una diagnosi rapida e una rete sanitaria efficiente».  «È arrivato il momento di cambiare registro», gli ha fatto eco Walter Di Bastiano, consigliere regionale del Pdl e primario di Oculistica dell'ospedale di Avezzano, «non si può andare avanti con un sistema sanitario che assorbe enormi risorse senza garantire il diritto alla salute ai cittadini. Ma qualunque piano è destinato al fallimento se non cambieranno la cultura e la mentalità».  Eliminando gli sprechi, diminuendo le spese farmaceutiche, attuando una seria programmazione, evitando i ricoveri impropri negli ospedali, contenendo i costi del personale, secondo Di Bastiano, oltre a un recupero dell'efficienza del sistema sanitario, si potrà creare una rete assistenziale territoriale con punti di eccellenza. «Ma in attesa dell'ipotizzata realizzazione di un'efficiente rete sanitaria», si è chiesto il sindaco Rossi, «i malati che finora venivano ricoverati a Tagliacozzo e a Pescina, dove li mandiamo? Inevitabilmente aumenteranno i viaggi della speranza e con essi i pazienti morti prima di trovare un ospedale disposto ad accoglierli».  Secca la replica di Di Bastiano: «La riorganizzazione della sanità non si può fare dalla sera al mattino. Occorre del tempo. Ma la cosa peggiore è lasciare le cose come stanno». Un possibile risparmio sulla spesa sanitaria viene visto da Antonello Tangredi e Ugo Buffone, della Cisl, come un'opportunità per far ripartire l'economia abruzzese. Infine l'accorato appello del dottor Corrado Paoloni a salvare gli 80 posti della casa di cura Santa Maria, del gruppo Angelini.

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