Pescina: «Mitragliatrici sui violenti», è bufera contro un assessore

Polemica su un post di Guido Verrocchia della Lega: «Non chiedo scusa, nessuna levata di scudi dai ben pensanti contro le sommosse». Il sindaco si dissocia
PESCINA. Mitragliatrici al posto degli idranti. Le dichiarazioni choc rilasciate a mezzo social dall’assessore comunale di Pescina Guido Verrocchia, eletto in quota Lega, sono finite al centro dell’ennesimo caso politico di “chiamata alle armi”, che rischia di fomentare il fronte della violenza. Al punto che il sindaco Mirko Zauri (FdI) si è riservato di prendere provvedimenti. Verrocchia è intervenuto nel merito delle degenerazioni durante i cortei di protesta anti-Olimpiadi a Milano. «Bella figura agli occhi del mondo. Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro», scrive sul proprio profilo Facebook. Il post è diventato virale, rilanciando il tema della responsabilità istituzionale. Tra i circa 60 like ricevuti, anche quello del coordinatore marsicano della Lega, Andrea Longo.
«Non pensavo di creare tanto clamore. L’ho scritto così, come quando allo stadio si dice cornuto all’arbitro», spiega Verrocchia, che definisce la sua esternazione «colorita», e giustifica la dura presa di posizione a partire dalla condanna alle recenti sommosse violente. «Gli scontri ci hanno proposto modelli che nulla hanno a che vedere con la libertà di manifestare il proprio pensiero in maniera democratica. Durante tali manifestazioni, in tanti hanno superato di gran lunga il limite, calpestando non solo il diritto di chi la pensa diversamente, ma ponendo in essere condotte di gravissimo rilievo penale. Avverso tali comportamenti, non ho assistito ad alcuna levata di scudi», aggiunge, «da parte di taluni ben pensanti, che però oggi, a pochi mesi dal voto per il rinnovo dell'amministrazione comunale di Pescina, fanno caso ad una mia colorita esternazione che lascia il tempo che trova».
Nessun dietro front, quindi, da Verrocchia. «Di cosa dovrei chiedere scusa? Riponendo la visuale del problema nella giusta angolazione, torno a ribadire, con un linguaggio più istituzionale che, per me, è doveroso arginare e condannare i veri violenti, quelli che in branco abbiamo visto prendere a calci e a sprangate agenti delle forze dell'ordine, dietro quelle divise ci sono padri di famiglia, figli, fratelli di qualcuno, passati dall'essere offesi con il lancio di uova all'uso di fuochi d'artificio usati come veri e propri bazooka e che quindi, a mio personale parere, avrebbero potuto reagire invocando la legittima difesa. Pertanto», conclude, «posso rivedere i termini ma non il concetto. Non sono responsabile della libera interpretazione di qualcuno o, addirittura, di interpretazioni un pochino “forzatelle”».
Si assottiglia così, ancora una volta, il confine tra opinione e istigazione. E il caso ha creato un certo imbarazzo all’interno della maggioranza comunale. Che attraverso la voce del sindaco ha voluto dissociarsi dai contenuti espressi da Verrocchia. «Mi riservo di assumere iniziative a riguardo perché l'assessore si è sempre dimostrato giusto nelle azioni e nelle valutazioni, quindi mai estremo», ha spiegato Zauri.
«Non condivido il post e il messaggio che lancia. Siamo una comunità profondamente legata al nostro passato e a importanti valori che ancora oggi promuoviamo. Ci facciamo sostenitori di premi riconosciuti a livello internazionale, alla memoria di personaggi quali Ignazio Silone e Giulio Mazzarino. Sono esempi reali di una strenua difesa degli ideali di uguaglianza e democrazia. Tutti noi respingiamo con forza gli attacchi alle forze dell’ordine, che non trovano senso, né giustificazione alcuna. Ma non è con la violenza che si risponde alla violenza. In tutto ciò ci auguriamo che chi commette attacchi inauditi a chi difende lo Stato, il patrimonio pubblico e il proprio ruolo come pubblico ufficiale, debba essere punito in maniera determinata e in brevissimo tempo. Qui chi oggi governa dovrà sicuramente lavorare di più. Ogni uomo o donna e soprattutto chi rappresenta un'istituzione deve perseguire la diplomazia in ogni situazione. Che appartenga al piccolo o al grande Comune, o organo sindacale o personaggio pubblico. Per questo chiedo pubblicamente la cancellazione dei contenuti e che venga fatto un passo indietro rispetto ai concetti espressi», ha concluso il sindaco.
Al momento, invece, non ha voluto rilasciare dichiarazioni il vice sindaco Luigi Soricone, intervenuto tra i commenti al post, in risposta alle critiche ricevute da Verrocchia. «Siamo tutti bravi a strumentalizzare le c*** dei social». Tra coloro che, invece, hanno chiesto la rimozione dei contenuti, il consigliere di minoranza Alfonsino Scamolla, che ha sottolineato l’esigenza di una presa di coscienza delle conseguenze prodotte da un uomo delle istituzioni. «Chi ricopre questo genere di incarico deve dare l’esempio. Siamo in un Paese democratico e chiunque può condannare comportamenti posti in essere da soggetti violenti, ma usando prima di tutto buon senso e rispetto delle norme. L’utilizzo di un linguaggio inappropriato va condannato con fermezza, perché esso può generare messaggi fuorvianti che potrebbero istigare alla violenza. Che va condannata sempre, perché si rischia di alimentare un vortice più ampio. Per questo ho invitato il mio collega consigliere, nonché assessore, senza polemica alcuna, a esprimere le proprie idee in altra forma più consona».
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